8 marzo: rivendicazione dei diritti o spogliarelli?

L’8 marzo, un giorno in cui tutte, o quasi, le donne, vogliono essere festeggiate, amate, servite, riverite.
Un giorno che molte festeggiano partecipando ai cortei per la rivendicazione dei diritti; guardando uno spogliarello o con una semplice pizza con le amiche. Sono molte le storie sulle origini della festa della donna.
Originariamente l’8 marzo era una giornata di lotta, specialmente nell’ambito delle associazioni femministe contro le vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli.
L’origine di questa festa è un po’ controversa: in Italia è molto diffusa una storia che fa risalire l’origine della festa ad un grave fatto di cronaca avvenuto negli Stati uniti. Questa storia fu elaborata dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda ma in Italia recentemente è stata riportata come la vera origine della festa della donna dai telegiornali creando così una “leggenda”.
La versione tradizionale vuole che nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell’8 marzo, le operaie dell’industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l’8 marzo il fantomatico Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco, alcune fonti parlano di un incendio accidentale.
Le 129 operaie prigioniere all’interno non ebbero scampo. In realtà l’incendio avvenne nel 1911, dopo la tradizionale data di nascita della festa, sempre a New York, ma nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici erano state protagoniste di una mobilitazione durata quattro mesi nel 1909.
L’incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. Quindi la festa della donna dovrebbe in realtà essere una commemorazione, anche se nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è un po’ sfumato in connotati di carattere commerciale.
Ma le donne acquavivesi cosa sono solite fare in questa data? Le risposte sono varie: cena con le amiche, serata in qualche pub; una ragazza, invece, ha detto che va in chiesa a pregare perché “per me questa festa è come il giorno dei morti, io commemoro queste donne, e poi è diventata una cosa commerciale, si è perso il vero senso”.
In ogni caso la festa della donna spesso è anche la festa dei fioristi, a parte quelli che rubano le mimose dal giardino del vicino, ci sono gli onesti che le comprano insieme alle rose e a qualsiasi altro fiore, e come in tutte le feste anche i prezzi delle mimose arrivano alle stelle, “Ma – dicono i fioristi – gli uomini non rinunciano a comprare fiori, è come per San Valentino; i prezzi lievitano, e nonostante la crisi i fiori si vendono, almeno in queste occasioni”.





Commenti
al di là di tutta la dietrologia sull’evento,speravo che l’otto marzo quest’anno più di altri ritornasse ad essere un giorno di LOTTA visti i recenti attacchi che alcuni diritti delle donne hanno subito(vedi la moratoria di ferrara in cui le donne che abortiscono vengono dette assassine)o la cotinua ingerenza della chiesa che addirittura sfofera l’arma della obiezione di coscienza anche in situazioni in cui essa non è valida
neanche tu, se è per questo. eja eja alalà!
eustachio non ti smentisci mai…
duce, come mai ti da fastidio se giuggirossa va ai sit-in? la volevi ad un’adunata delle giovani avanguardiste?
A NOI!
non ergerti a paladina di non so cosa…guarda di più il mondo ke t circonda ed esci dal tuo mondo di ideali
giuggirossa ma tu non hai mai meglio da fare che andare nelle più remote e malfamate zone di bari a fare i sit-in e le marce…va bene la commemorazione di quelle poverette, ma spingere le donne a lottare mi sembra troppo. e poi, lottare per cosa?c’è la parità. se t riferisce ad aborto e argomenti affini, non si tratta di argomenti di interesse prettamente femminile ma di interesse generale.
questo è un giornale di informazione non di opinione.
una staffetta partigiana in una intervista ricordava che nessuna conquista è per sempre c’è sempre qualcuno intenzionato a toglierla per cui resistere non è solo un dovere ma una necessità…per cui donne resistiamo contre chi questi diritti vuole toglierceli e continuiamo a lottare non solo l’8 marzo.
per chi vuole la testimonianza di anita è su panoramaonline lei difende sua madre da chi,per guadagnarci la poltrona di ministro della sanità,usa il dolore e la tragedia delle donne che decidono di abortire come mezzo per fare breccia tra i bigotti integralisti. non amo la scelta di chi l’8 marzo riempie i locali per mettere mancie negli slip di maschi, per riscattare un anno di repressione.la strada per rivendicare i propri dititti non passa attraverso l’assunzione di comportamenti da uomini.
come la prescrizione della pillola del giorno dopo o la vendita degli anticoncezionali.
l’8 marzo a bari si è tenuto un sit-in organizzato da numerose associazioni femminili con un momento molto toccante di testimonianza di una ragazza, anita, affetta da SMA che si è definita un ex feto malato e che ha difeso sua madre che, quando ha scoperto di aspettare un altro bambino malato, ha deciso con tutto il dolore che una madre può provare di abortire.
a parte che non devo spiegare a te cosa devo fare. e poi il sit-in era in pieno centro. se c’è come dici questa assoluta parità perche si parla di quote rosa?perchè in italia alle donne affidano il ministero delle pari opportunità e della famiglia e non quello dell’interno o degli esteri?smettete di essere ipocriti.c’è bisogno di lottare oggi ancora di più se vogliono toglierci diritti acquisiti 30 anni fa