Puglia e Canada, un contatto prezioso

Carlotta Susca

Hédi Bouraoui e i suoi personaggi “etnici”

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Martedì 4 marzo l’associazione di promozione sociale e culturale mondiAcontatto ha inaugurato il progetto di appuntamenti con gli Autori incontrando Hédi Bouraoui, scrittore tunisino-canadese.

Il romanziere, poeta e critico letterario ha già incontrato l’Università delle Terza Età nel Salone delle Feste del Comune di Acquaviva sabato 1°marzo, gli alunni del Liceo Scientifico di Bitetto, il pubblico della libreria Laterza e proseguirà con un appuntamento presso la Facoltà di Lingue a Bari, nel liceo Scientifico di Cassano e in quello Linguistico-Pedagogico di Acquaviva. Gli incontri si svolgono con il patrocinio dell’Ambasciata canadese, del Conseil Des Arts du Canada, del Centro Canada-Maghreb oltre a quelli della Regione Puglia e dei Comuni di Acquaviva e di Cassano.

Professore Emeritus dello Stong College di Toronto, promotore del programma Canada-Maghreb, Bouraoui è legato alla nostra regione al punto da scrivere il libro di prossima uscita Puglia a braccia aperte, che presenterà a dicembre con un nuovo ciclo di appuntamenti nel nostro sud (come altri suoi testi sarà edito dalla casa editrice WIP).

Come osserva il professor D’Ambrosio, traduttore, curatore di alcune opere dello scrittore e a lui legato da fraterna amicizia, in Bouraoui la profonda cultura si coniuga, come sempre avviene nei grandi uomini, all’umiltà e all’umanità.

L’incontro del 4 marzo con mondiAcontatto si è svolto nella cioccolateria Slow Sud: dopo una presentazione dell’associazione ad opera della presidentessa Giulia Caporusso, il prof. D’Ambrosio (insegnante di letterature francofone all’Università degli Studi di Bari) ha introdotto Hédi Bouraoui, nato a Sfax (Tunisia), che ha conseguito la laurea in Francia per specializzarsi negli USA e poi trasferirsi in Canada. Lo scrittore ha parlato dei suoi libri tradotti in italiano: La donna faraone, Frammenti di donna, Così parla la torre CN, Illuminazioni autistiche, tutti scritti all’insegna dell’accoglienza della diversità, del superamento della frammentarietà che scaturisce dalle diverse appartenenze culturali, sessuali, religiose.

I personaggi dei libri di Bouraoui mediano la propria identità ricercando le proprie origini ma vivono spesso in terre d’adozione e conciliano la nostalgia per la patria con la consapevolezza di non doversi sentire stranieri.
Ogni autore è “etnico” perché ogni autore appartiene ad una etnia: da questa consapevolezza scaturisce l’atteggiamento di ironia nei confronti di chi non assegna all’aggettivo “etnico” il giusto valore e ne fa l’indicatore di una diversità discriminante. Bouraoui ha infatti coniato il termine “transculturalismo” per racchiudere il senso del riconoscimento e del superamento delle identità individuali in nome di un neo-umanesimo, un atteggiamento di amore per l’uomo e di ricerca della pace, nel rifiuto di stigmatizzare le persone in base alla nazionalità o alla fede religiosa.

Racconta delle innumerevoli etichette con cui si è identificati in Canada, Bouraoui: “di nuova immigrazione”, “di antico ceppo”; nella terra che vive “come un topolino all’ombra dell’elefante USA”si può essere invitati a declinare le proprie nazionalità con l’insistente osservazione: “il suo non è un cognome francese”.

Bouraoui, saggio attraversatore di continenti, si limita a dichiararsi fiero del cognome ereditato dal padre e non si lascia toccare dall’indagine di “un canadese che crede di essere di pura lana vergine senza aver mai visto una pecora”. Racconta aneddoti con la freschezza e la spontaneità che non ci si aspetta da un romanziere di fama internazionale e le cui opere sono oggetto di tesi e di studi, gusta i prodotti pugliesi e non si separa dal suo immancabile basco.

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