Miulli: la parola al Comitato Cittadino

La Redazione

Dura dichiarazione del Comitato Cittadino Per l’Ospedale Miulli.

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Senza mezzi termini il Comitato Cittadino per l’Ospedale Miulli lancia una dura dichiarazione nei confronti della gestione dell’ospedale indirizzandola ai maggiori esponenti della politica e delle istituzioni regionali. In una seconda nota inviata dallo stesso comitato si «smonta la colossale mistificazione del Miulli Ente Ecclesiastico per antico possesso di stato».

«Mentre il Sindaco di Acquaviva dorme – scrive il Comitato Cittadino per il Miulli – attestato in una lotta di posizione che in realtà è colpevole di immobilismo che favorisce l’usurpatore, mentre finge di combatterlo, Monsignor Mario Paciello, Governatore e Direttore Generale (senza averne i prescritti titoli) ha forse compiuto l’atto definitivo per scippare l’Ospedale ‘Miulli’ alla Comunità Acquavivese, tramite un atto di ricognizione fondato su un inesistente Decreto Ministeriale, datato 1 ottobre 1987, ad oggi, 20 febbraio 2008, non impugnato dal Comune ….perchè inesistente!!!

Il Comitato asserisce che l’Ospedale Miulli è una fondazione autonoma, costituita da un privato, l’ avvocato Francesco Miulli e senza alcun intervento dell’Autorità ecclesiastica.

“... l’Ospedale non è una fondazione di culto e, pertanto, non è mai stato “ente ecclesiastico”; circostanza che è stata anche affermata con un proprio verbale del 20 giugno 1997 dal Rev.do Capitolo Cattedrale di Acquaviva. Detto Capitolo e la Comunità Acquavivese sono gli unici titolari di diritti sulla Fondazione Miulli: il primo esprime la più alta autorità ecclesiale locale, che perciò stesso diventa il Governatore dell’Ospedale, e nomina il Procuratore o Amministratore in seno al governo dello stesso Ospedale Miulli, mentre il secondo titolare di diritti è ovviamente il Sindaco pro-tempore di Acquaviva, che agisce in nome e a tutela della Comunità, tramite un Delegato o Deputato del Consiglio Comunale, che acquisisce gli atti e riferisce al Consiglio stesso per i provvedimenti conseguenti, in base al potere/dovere di vigilanza generica del Comune sulle IPAB, prevista dalla l. n. 6972/1890, come esplicitato nel regolamento di esecuzione: “Il Sindaco o un suo delegato, da scegliersi nel seno del Consiglio Comunale, hanno diritto di esaminare sul luogo tutti gli atti contratti e registri delle amministrazioni, riferendone nella prima tornata al Consiglio” (art. 81 del R.D. n. 99 del 1891).

L’Ospedale Miulli è stato da sempre un’istituzione pubblica soggetta alla ininterrotta vigilanza e tutela governativa.

Le prove della pubblicità

Nel 1896, infatti, Mons. Tommaso Cirielli, in ottemperanza all’ art. 93 della legge n. 6972/1890 (Obbligo di revisione di regolamenti e statuti in presenza di maritaggi), formulò una proposta di Statuto Organico, composto di 15 articoli, di cui 7 dedicati ai maritaggi, e lo sottopose secondo la citata legge, al prescritto parere del Consiglio Comunale e della Giunta Provinciale Amministrativa.

Detto Statuto Organico, su parere espresso dal Consiglio Comunale con delibera del marzo 1896, munito del parere del Consiglio di Stato e del Ministro dell’Interno Rudinì, fu approvato con Decreto Reale del 27.12.1896 da Re Umberto I, in base al quale la Fondazione Miulli era classificata come IPAB e, al fine di garantire la continuità di governo dell’Ospedale, integrò la proposta con la seguente postilla: “in mancanza di entrambi da un delegato nominato dal Consiglio Comunale”, accogliendo il ricorso del Cittadino Patella e riconoscendo al Comune il diritto di fondazione (contrariamente a quanto asserito dai Dirigenti ecclesiastici, l’Ospedale, di cui parla il Miulli, non è l’Ospedale dei Pellegrini, ma l’Ospedale fondato dal Comune nel 1592, con contributi generosi dei Cittadini).

Da allora il Miulli esercita la sua attività istituzionale, come persona giuridica pubblica ai sensi dell’art 11 c.c., nel pieno rispetto delle leggi e sotto la continua vigilanza degli organi di controllo (vd partecipazione di un Delegato del Sindaco nella Consulta Ospedaliera, in attesa dell’entrata in vigore della legge n. 132/1968, la nomina di una banca quale tesoriere, eliminando il Tesoriere Ecclesiastico e alienando le rendite in Titoli di Stato, da utilizzare per ampliare le strutture ospedaliere, come prova il Decreto del Medico Provinciale, organo periferico del Ministero della Sanità, che nel 1967 promuove l’Ospedale Civile Miulli di Acquaviva come ospedale di prima categoria e le autorizzazioni ministeriali per l’istituzione di scuole per infermieri e tecnici, consentite dalla legge nazionale e regionale solo per gli enti pubblici).

Il pasticcio regionale

La Regione Puglia classificò, su domanda del Governatore dell’Opera Pia Miulli, lo stesso Ospedale Miulli secondo la procedura prevista per gli Ospedali dipendenti da Enti Ecclesiastici civilmente riconosciuti, pur avendo sotto il naso la richiesta del Governatore dell’Opera Pia, gli atti di classificazione del Medico Provinciale ecc. E la Regione, nella delibera di classificazione, precisò che tale procedura non modificava la natura pubblica dell’Ente, testimoniata dalle precedenti convenzioni (vd Convenzione Opera Pia Ospedale Miulli del Ministero degli Interni per la gestione del Lebbrosario).

Stravolgimento dello statuto

L’Ospedale Miulli vive in questa strana situazione giuridica: opera come impresa, essendo un ospedale pagato a convezione, però fruisce del Fondo Regionale Ospedaliero per le attrezzature e, contemporaneamente, di una maggiorazione percentuale degli importi per l’acquisto di attrezzature.

In questo periodo di bimorfismo (esistenza contemporanea di un Ente Ospedaliero Miulli, che incassa i contributi regionali e di un Ente Ecclesiastico Miulli, dipendente da se stesso) mons. Agostino Superbo, eludendo l’art. 16 del c.c. e ignorando sia il Capitolo della Cattedrale, unico Ente Ecclesiastico veramente dotato di riconoscimento civile in Acquaviva, e sia il Consiglio Comunale, ed in particolare il Sindaco di Acquaviva, modifica, a suo dire, lo Statuto, tramite un Regolamento, approvato dal Ministero della Sanità, e parla di un inesistente Ente Ecclesiastico e di fantomatici fini di religione e di culto, calpestando le Tavole di Fondazione e lo Statuto: parla, infatti, di ente ecclesiastico mai esistito, dipendente dalla Diocesi di Altamura Gravina Acquaviva, istituisce nuove figure istituzionali di governo, sino a nominarsi Direttore Generale, nella piena inerzia del Sindaco pro-tempore e dell’intero Consiglio Comunale, nonostante che la delibera consiliare n.31 del 20 marzo 1997 li aveva impegnati, entrambi, ad opporsi in tutte le sedi allo stravolgimento ed alla falsificazione dei fini statutari.

Sia per le IPAB, che per i veri Enti Ecclesiastici civilmente riconosciuti, è a tutti noto, che le modifiche dello Statuto avvengono su proposta del Ministro dell’Interno e diventano operanti con l’emissione di un Decreto del Capo dello Stato!

La prova

Anche il compianto Arcivescovo Giacomo Palombella aveva provato a modificare lo Statuto del 1896, non rispettando le prescrizioni della L. n. 6972 del 1890, ma con nota prot. n. 766/5.B21 Div A. C. del 18.5.74, la Prefettura “comunicava per conto di cotesto Ministero che, contrariamente a quanto era stato deliberato, il Nuovo Statuto non potesse trovare attuazione sino a che non fosse intervenuto il prescritto Decreto di approvazione del Capo dello Stato” di cui alla L. n. 6972/1890, relativa alle IPAB.

Non bisogna dimenticare che l’Ospedale Miulli è immesso nel settore dell’assistenza ospedaliera quale ospedale dipendente da ente ecclesiastico civilmente riconosciuto. Ciò ammesso, ma non concesso, l’unico vero ente ecclesiastico, civilmente riconosciuto in Acquaviva, e quindi legittimato a governare il Miulli secondo le leggi civili, è il Capitolo della Cattedrale. Il locale superiore ecclesiastico ed il Capitolo della Cattedrale devono riflettere, altrimenti si rende evidente la circostanza del mancato adempimento e, quindi, del subentro.

Sul fatto che l’Arciprete sia legatario occorre che il Capitolo, il Sindaco, la Cittadinanza riflettano debitamente dopo aver consultato i giuristi, perché ci sembra
che non sia stato mai contestato la insussistenza della tesi dei dirigenti ecclesiastici, che oppongono l’applicazione del codice di diritto canonico. L’istituto del legatario è una figura del codice civile italiano e, pertanto, la questione deve svolgersi, a nostro parere, sul piano civilistico, investendo le autorità amministrative e giudiziarie dello Stato Italiano. D’altra parte lo stesso diritto canonico è sempre rispettoso, in materia civile, delle leggi dello Stato.

Che Il Miulli sia un’IPAB lo dice anche il cardinale Innocenti, che nella Sua lettera al Governatore Pisani, prot. n. 189751/III del 19 giugno 1991, sconsiglia ogni mutamento nell’assetto del governo dell’ente: “va inoltre tenuto conto che l’eventuale trasferimento sia pure parziale dei poteri decisionali e deliberativi ad altri, implicante una sostanziale mutazione della volontà del Fondatore e dell’art. 4 dello Statuto, potrebbe essere assunto dal Comune di Acquaviva delle Fonti come causa di mancato adempimento dei compiti imposti dal Fondatore al Vescovo Governatore, e consentire al medesimo Comune, in forza dell’atto fondativo e dello Statuto, di rivendicare legittimamente per sé l’incarico di governatore dell’Ospedale, da espletarsi tramite un delegato nominato dal Consiglio Comunale”.

Questo saggio e limpido consiglio dimostra che il Miulli è un’IPAB, perché è inconcepibile ed impossibile che un Sindaco possa succedere nel governo di un ente ecclesiastico, in virtù della distinzione delle due sfere, perché non rispetterebbe quel confine che sussiste da sempre tra ordinamento civile e ordinamento confessionale.
Il cardinale non aveva fatto i conti con i Sindaci di Acquaviva, che fingevano di non sapere o erano complici!

Inadempimenti sostanziali

Con la riforma ospedaliera viene meno uno dei due scopi della Fondazione Miulli, diventando l’assistenza sanitaria gratuita per tutti i cittadini poveri o ricchi .Ma rimane in piedi l’obbligo dell’assistenza ai cronici poveri, che era stata prescritta dal Fondatore e più volte imposta dagli organi di vigilanza governativa.

Giustamente la legge n.132/1968 prevedeva lo ‘scorporo’ con relativo potenziamento di questo scopo (vd ospedale Di Venere di Carbonara scisso tra ente ospedaliero per gli acuti e IPAB Di Venere per i cronici). E in ciò seguendo le prescrizioni dell’art. 70 della L. n. 6972/1890.

A tal fine i sottoscritti ricordano che il Presidente dell’Associazione ‘Pro Fondazione Miulli’ si premurò di devolvere la somma di cinque milioni di lire, tramite il Sindaco di Acquaviva, all’Amministrazione dell’Ospedale nella speranza che il Sindaco e l’Amministrazione Ospedaliera si ricordassero di questo obbligo disatteso, derivante dallo Statuto e dalla espressa volontà del Fondatore. Tutto è rimasto lettera morta!!!

L’Ospedale Miulli, IPAB a tutti gli effetti di legge, presta assistenza a pagamento mediante accreditamento, attività questa assimilata ad attività di impresa e perciò incompatibile con l’iscrizione tra le ONLUS, come risulta dall’elenco generale delle ONLUS.

Inadempimenti formali

Il Vescovo mons. Pisani nomina Monsignor Ruotolo suo delegato, pur non facendo parte del Capitolo della Cattedrale, come il Testamento e lo Statuto umbertino impongono!

Nasce la figura del Collaboratore, delegato dal delegato in violazione al principio ‘delegatus non potest delegare’.

All’ insaputa di tutti don Laddaga, dal 1987 al 1994, è presidente del Capitolo di Acquaviva, senza essere stato eletto come il Regolamento capitolare prescrive.

Il sonno della Regione e della Prefettura

La Prefettura di Bari che, nel 1972, scrive e documenta al Ministero dell’Interno che: “l’Ospedale Miulli ebbe approvato il proprio Statuto con Decreto Reale 27-XII-1896” e che sa che ogni trasformazione di IPAB deve avvenire per Decreto del Capo dello Stato (cfr lettera del 1974 sopra riportata) e che non è consentito all’Amministrazione procedere alla sclassificazione di un istituto di pubblica beneficenza, per attribuirgli un altro stato giuridico, rimuove la storia del Miulli IPAB ed accoglie senza scandalo il miracolo della trasformazione di un’IPAB in Ente Ecclesiastico, unico caso in Italia, nonostante le continue rimostranze e denunce dei Cittadini.

Che si trattasse di IPAB lo provano anche i mutui concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, la convenzione del Ministero degli Interni per la Colonia Hanseniana, il ripianamento dei debiti e la partecipazione alla ripartizione del Fondo Regionale Ospedaliero e l’esistenza nel Bollettino Regionale di due persone giuridiche: l’Ente Ospedaliero Miulli e l’Ente Ecclesiastico Miulli, dipendente da se stesso, con un unico codice fiscale. Ed, infine, le IPAB possono essere trasformate o per Decreto del Capo dello Stato o per legge, condizioni non verificate per l’Ente Ecclesiastico Miulli.

La strumentalizzazione della sentenza del TAR Puglia

Premesso che i dipendenti e amministratori del Miulli godevano del trattamento pubblico, perché avevano prodotto, alla data di istituzione dell’INADEL, il Decreto Reale 27.12.1896, il TAR Puglia con una serie di falsificazioni storiche, dimentica che dal 1862 al 1929 gli Enti Ecclesiastici non esistevano per il diritto italiano. E d’altra parte, nel chiedere l’applicazione della citata legge n.6972, il Governatore pro-tempore non fece riferimento ad un ente ecclesiastico conservato, perché non v’era nessuna base storico-giuridica per farlo. Inoltre, udite udite, il TAR stabilisce che il Miulli è un Ente Pubblico, deducendolo addirittura dal Decreto di classificazione ed equiparazione dei titoli e dei servizi, che fa riferimento all’IPAB Opera Pia Ospedale Miulli di Acquaviva.

I documenti falsi

L’attestato rilasciato dal Direttore Generale del Ministero dell’Interno in data 1.10.1987 è spudoratamente falso, perché si basa sul seguente falso presupposto: l’inesistenza di un atto formale di riconoscimento dell’Ente Ospedale Miulli che è smentita dal Decreto Reale, ben citato, del resto, nella sentenza del TAR che afferma che il Miulli è un ente pubblico e che lo stesso direttore non si perita di esibire nell’attestato.

La miracolosa trasformazione di un falso attestato in decreto ministeriale

Il falso attestato diventa, nella corrispondenza di risposta del Ministero dell’Interno, un D.M. che com’è noto, invece, per essere tale, deve seguire un certo iter e deve avere i pareri della Corte dei Conti e del Consiglio di Stato.

Questo inesistente D.M. del 1.10.1987, è stato usato per trarre in inganno il Dirigente dell’Agenzia del Territorio e il Conservatore delle Ipoteche di Trani ed è stato alla base delle inaccettabili assicurazioni del prof. Colaianni, che non poteva sapere della sua inesistenza e dei suoi falsi presupposti».

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Commenti

  • lukyluky (utente non verificato)

    Buonanotte all’Italia.-tutti i libri di storia non la fanno dormire-sdraiata sul muro con un cielo privato-fra San Pietri e Madonne-fra progresso e peccato-fra un domani che arriva ma che sembra in apnea-e di segni di ieri che non vanno più via-di carezza in carezza-di certezza in stupore-tutta questa bellezza senza navigatore-come se gli angeli fossero lì-a dire che si
    è tutto possibile-come se i diavoli stessero un po’-a dire di no, che son tutte favole.
    BUONANOTTE ACQUAVIVA

  • robbinson (utente non verificato)

    Dormi Franco, Dormi… ma e possibile che un SINDACO non riesce ad imporre le volontà testamentarie dell’avv. Francesco Miulli?
    E i Documenti Falsi, e la ricognizione fasulla fatta dal Notaio… ma ci rendiamo conto che “gli stranieri” ci stanno affossando nella nostra impotenza di agire… SINDACO SVEGLIATI!!! Dormire fa comodo a Tutti. Vogliamo controllare la gestione dell’ENTE ci vogliamo dare una mossa!!!

  • euroby (utente non verificato)

    Complimenti al Comitato Cittadino che ha stilato un documento eccezionale… voglio vedere proprio se ci sarà qualcuno che lo contraddirra con le chiacchiere e non con i fatti….
    Chi può contraddire un documento del genere: CHI DA L’OSPEDALE “PAPPA E A PAPPATO”.
    Ciao Pappa…

  • robbinson (utente non verificato)

    Rileggendo il documento del comitato mi viene da fare una osservazione:
    “MA SIAMO PROPRIO CIRCONDATI DA UNA CORDATA DI DELINQUENTI” ma tutti dentro sino al collo stanno… mooooo e chi è…. Vergogna

  • giacomo12 (utente non verificato)

    la mia domanda è: ma di fronte a cotanto liquame è così difficile per il primo cittadino che se non erro è anche avvocato procedere alla disinfezione del Miulli? dobbiamo fare una colletta per pagare gli avvocati acquavivesi affinchè prestino la loro opera per il loro paese?