Discriminati per una passione

La danza classica e l’omosessualità: rispondono i ballerini.
È recente la notizia di Andrea, un tredicenne torinese picchiato dai bulli perché vuole fare il ballerino, pestato perché la danza “non è roba per maschi”.
Un Billy Elliott nostrano, discriminato per una passione ritenuta ancora troppo “femminile”. Ma ad Acquaviva c’è la stessa concezione della danza? Tutti associano il tutù e le scarpette solo al gene XX? Per questo ci siamo rivolti a chi di danza, grazia e leggiadria ne sa più di noi. Abbiamo chiesto a Costanza Rizzi, una maestra di danza della Scuola musicale Grazia Emiliana.
Ad Acquaviva che mentalità c’è nei confronti della danza classica?
“È una mentalità un po’ chiusa, noi come scuola stiamo cercando di portare la danza con vari spettacoli nelle altre scuole, ai bambini e ai ragazzi di scuola media; riesce ad entrare, sì, ma con notevoli difficoltà anche se oggi un po’ meno di prima grazie alle varie trasmissioni in cui la danza ha un ruolo centrale”.
In questa scuola gli iscritti sono in maggioranza ragazzi o ragazze?
“Ovviamente ragazze”.
Questo perché i ballerini sono visti con occhio diverso rispetto alle ballerine? C’è ancora l’associazione ballerino – omosessuale?
“ Io penso che nel mondo esterno a volte ancora ci sia ancora questa associazione , il problema è che la danza non è un’arte molto conclamata, non c’è molta pubblicità come nel calcio. Sarà sicuramente un sport più maschile, ma chissà quanti omosessuali ci sono!”
Commenti sul fatto di Torino?
“Fatto deplorevole, ma bisogna appellarsi ai genitori per aiutare i figli a vivere la loro passione senza paura e bisogna appellarsi a chi educa le nuove generazioni perché questi fatti di bullismo non si verifichino più”.
Ma qui è il punto di vista maschile a interessare. Come vive la sua passione per la danza classica un ragazzo? Come si pongono i coetanei, non ballerini, rispetto a un aspirante Nureyev? A questa domanda ci ha risposto Giacomo Gasparro: “Dai maschi la danza classica è vista male. Ci sono pregiudizi forti, tipo balli e quindi sei gay. Fortunatamente io non sono mai stato oggetto di episodi gravi come quello di Torino; però la mia filosofia è infischiarmene, anche perché ho l’appoggio di chi conta di più nella mia vita, amici e famigliari”.





Commenti
Non capisco questi articoli. Di cosa parliamo? di bullismo, di spot per scuole di danze o discutiamo chi a + gay tra ballerini e calciatori? Atti di bullismo vanno condannati a prescindere ma penso che in età adolescenziale, tutti siano o si siano sentiti vittime di bulli o pseudo tali, ma è lì che si rafforza e cresce la propria personalità, così, da diventare grandi e poter dire che: “la mia filosofia è infischiarmene”
Quindi secondo te essere vittime di bullismo serve a rafforzare la propria personalità? Complimenti
I complimenti li accetto, danno sempre fiducia. Fiducia che si sgretola nel leggere la tua interpretazione del mio commento. Come già detto il bullismo è da condannare (e si possono aprire 1000 parentesi), ma se ci riferiamo al caso di Torino, parliamo di atti Criminali. Se poi parliamo di scuole danza, facciamo degli Spot!!!!