Quando il lavoro non c’è

La lettera di un cittadino acquavivese alle prese con più di una problematica.
Riceviamo e pubblichiamo il contributo di un nostro lettore di cui, in comune accordo, non riveleremo l’identità, che racconta la sua difficile storia di invalido alla ricerca di un lavoro.
Gentile redazione,
sono un vostro lettore ed ho pensato di inviarvi una lettera, una sorta di considerazione.
Sono un invalido che vive in Acquaviva Delle Fonti. Spesso mi chiedo a cosa serva un’invalidità civile che effettivamente non garantisce niente.
In seguito a un tumore al cervello mi ritrovo danneggiato, ma non mi ha danneggiato solo il tumore. Anche la mia invalidità del 70% mi danneggia. Appartengo ad una categoria protetta che si dovrebbe tutelare, invece non ho diritto ad una pensione per quattro punti, di regola dovrebbero darmi un lavoro. Ma il lavoro non c’è, sono disoccupato.
Sono stato per lo più preso in giro da varie aziende che mi hanno usato per dimostrare a non so chi che avevano assunto, come di dovere per legge, un invalido civile. E invece dopo poche settimane sono stato licenziato, senza giusta causa. Il mondo va così, se voglio lavorare devo pagare.
I miei genitori si sono rivolti a chiunque, ma il lavoro puntualmente non è arrivato. I calci in culo, quelli sì che sono arrivati.
La mia considerazione è che ho quasi trent’anni e vivo ancora sulle spalle dei miei genitori, che per causa della mia situazione di salute non posso andarmene perché sono a rischio di ricadute e se non preso in tempo potrei schiattare in meno di 10 ore. Qui non c’è lavoro per chi non ha conoscenze, per lavorare in qualsiasi posto, per chi è invalido e avrebbe diritto per legge ad un lavoro».
E’ davvero questa la situzione del lavoro in città?





Commenti
Non di certo può migliorare questa situazione la totale mancanza di uno sportello informagiovani o di un sito internet del comune (lo stanno aggiornando dal 2002) con annunci,recapiti o quant’altro.Continuate così politici inetti e impediti.