Enti locali e crescita economica

Imposte e azione amministrativa: due realtà a confronto.
Il comune potrebbe definirsi un’azienda di erogazione: fine istituzionale dell’ente infatti è erogare servizi ai cittadini mediante l’impegno di spese.
Queste, principalmente divisibili per finalità istituzionali (spese correnti e spese in c/capitale) e spese che hanno un rapporto mediato rispetto a tale raggiungimento (stipendi, beni di consumo etc.), sono finanziate principalmente dalle entrate tributarie ed extratributarie1 .
A quanto detto è collegato il federalismo fiscale: la riscossione diretta dei tributi e la modulazione delle aliquote entro dei limiti, è giustificata dalla teoria che l’ente locale soddisfi i bisogni meglio di quanto faccia l’allocazione decisa dal governo centrale.
La crescita di un comune dipende quindi dalla capacità di attrarre “basi imponibili” (persone) in modo da introitare più tributi e garantire più servizi. Se tra le “basi imponibili” poi ci sono anche imprenditori, futuri esercenti di attività nel comune, le opportunità di lavoro aumenterebbero ulteriormente il benessere collettivo.
Le entrate tributarie si dividono in imposte e tasse, le tasse trovano riscontro nella prestazione di un servizio specifico per il contribuente, invece l’assenza di controprestazione caratterizza le imposte rendendo decisiva l’azione politico-amministrativa realizzata con entrate non del tutto vincolate2 .
Così l’amministrazione locale delle imposte, esercitata in modo opportuno, può attrarre “basi imponibili” secondo la relazione tra imposte e crescita che comporta “concorrenza” tra enti locali.
L’imposta principale è l’I.C.I3 : in particolare il Comune di Acquaviva nel 2003 ha accertato dall’I.C.I. € 3,3 mil e € 0,7 mil circa da oneri di urbanizzazione, Gioia del Colle, considerato qualche anno fa nostro competitor, somme rispettivamente pari a € 4 mil e € 2,4 mil circa.
Difficile competere calcolando che nei 4 anni seguenti il gap tributario si è mantenuto più o meno costante. L’altro paese poi in questi anni ha “accolto” basi imponibili come un cinema, una sala bowling, vari ipermercati che hanno contribuito ad aumentare il benessere netto della collettività insieme ad una crescita demografica.
Confrontando l’andamento demografico su base decennale infatti, si nota che tra il 1991 e il 2001 la popolazione Acquavivese è cresciuta del 1,47% contro il 2,76% del comune limitrofo.
Questo dato è importante visto che, potendo spalmare l’onere tributario su più contribuenti anche l’I.C.I. ne risente: il nostro Comune nel 2007 ha fissato l’aliquota sull’abitazione principale al 5,5% con detrazione di 103,29 € contro il 4% e 113,62 € di detrazione del nostro competitor.
Per fortuna le scelte dipendono anche da fattori sentimentali, diversamente le sole motivazioni economiche avrebbero determinato un’emigrazione di massa .
____________________________________________
1Chi volesse approfondire gli aspetti della gestione contabile del comune potrebbe consultare il d.lgs. 267/2000.
2Per le tasse si parla di beneficio in senso stretto, per le imposte beneficio in senso largo o assenza di controprestazione.
3Ho tralasciato l’addizionale I.R.Pe.F non a caso: fare un confronto tra i due paesi presi a riferimento non sarebbe corretto. Così ho preso come altro riferimento un provento come la concessione edilizia che oltre a essere “collegata” all’I.C.I. dipende molto dall’azione amministrativa.





Commenti
Per fortuna che il Governo Prodi ci ha lasciato bene, infatti da Giugno ci sarà una riduzione sull’ICI “prima casa” di un ulteriore 1,33 per mille…meno male che ci hanno pensato nella finanziaria 2008. COn il rischio Berlusconi alle porte non credo che si sarebbe fatto nulla per la prima casa (vedi i 5 anni precedenti a Prodi). Solo leggi “at personam”. L’eliminazione del reato del FALSO IN BILANCIO. In America c’è il carcere per questo reato, in Italia solo beatificazione.GRAZIE BERLUSCA
Euroby, anche se sei fuori tema appoggio appieno il tuo commento.
Il problema però è che i soldi servono, per cui se qualcuno toglie, qualcun’altro mette!!!!
riduzione dell’ICI sulla prima casa? e che ce ne facciamo, ormai? Berlusconi la toglierà…! non è vero? 🙂
siamo di nuovo campagna elettorale, purtroppo…
purtroppo questa differenza di benessere cittadino è reale anche nei confronti di tante altre realtà limitrofe, i nostri amministratori sono gli unici a non accorgersene.
Adesso capisco perchè il nostro sindaco abita a Gioia del Colle………….
L’articolo è piuttosto tecnicistico, ma fa capire che un’amministrazione senza pianificazione chiara, il ritardo nell’approvazione degli strumenti urbanistici e l’assenza di regolamenti, fanno male ai singoli cittadini.