La città invisibile che vive accanto alla città dell’abbondanza

Flora Caporusso

La Caritas presenta il secondo rapporto povertà in Puglia grazie al progetto”Rete”.

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La povertà è una condanna a vita? No! Dal tunnel si può uscire. Con le proprie forze e con l’aiuto altrui. Esistono percorsi possibili di uscita dalla povertà. Percorsi che attualmente sono offerti solo dai centri di ascolto Caritas.

Ed è allo scopo di combattere questo fenomeno che la Caritas ha svolto un’indagine con la quale evidenzia dati precisi sulla povertà in Puglia per poter conoscere le varie forme di quest’ultima oggi. Perchè conoscere significa trovare soluzioni.

Si è tenuta, pertanto, a Bari, presso la Sala Giunta della Provincia, una conferenza stampa durante la quale è stato presentato il “Secondo Rapporto di Povertà in Puglia”, nato dalla collaborazione con la Caritas Italiana nell’ambito del progetto “Rete”, il quale raccoglie i dati provenienti dalle 19 diocesi presenti nella nostra regione.

I dati evidenziati sono estrapolati da un’indagine svolta lungo un periodo di 6 mesi, da aprile a settembre 2006, durante il quale sono state raccolte più di 3000 interviste a uomini e donne che si sono rivolti ai Centri di Ascolto della Caritas presenti sul territorio, definendone il profilo socio-demografico, i bisogni espressi e gli interventi effettuati per risolverli.

Dall’indagine è emerso che i 2/3 delle persone che si rivolgono ai Centri di Ascolto sono stranieri, di cui la maggior parte senza regolare permesso di soggiorno, impiegati e sfruttati in lavori stagionali. Fra i cittadini italiani, invece, sono soprattutto le donne, spesso provate da drammatiche condizioni familiari, a rivolgersi agli sportelli della Caritas. Due i problemi fondamentali riscontrati: la mancanza di lavoro stabile e la carenza di alloggi dignitosi.

Le richieste più frequenti riguardano soprattutto bisogni materiali come cibo, vestiti, migliori condizioni igieniche. Ma i Centri di Ascolto hanno la capacità di offrire anche sostegno morale, diventando luoghi in cui si creano relazioni, rapporti affettivi indispensabili per il percorso di rinascita di persone disperate.

 “I dati evidenziati nel “Rapporto Povertà” – ha dichiarato ad AcquavivaLive Monsignor Mario Paciello, vescovo della Diocesi Altamura-Gravina-Acquaviva – vogliono essere un mezzo attraverso il quale sollevare il problema e sensibilizzare gli enti all’approvazione di nuove leggi. Leggi che vadano incontro a situazioni di emergenza. Al momento la Caritas è l’unica istituzione ad occuparsi di questo problema.

Ci sono ben 8 milioni di poveri in tutta Italia di cui il 70% sono del sud. Il 17% sono i disoccupati nel sud mentre al nord il 4%”.

All’incontro hanno partecipato Don Raffaele Sarno, delegato regionale della Caritas pugliese, Monsignor Mario Paciello, Delegato Conferenza Episcopale Italiana, membro del Consiglio di Presidenza della Caritas Italiana e Vescovo di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti, Franco Ferrara e Natale Pepe, rispettivamente Presidente e sociologo del Centro Studi Erasmo, Antonello Zaza, assessore provinciale alla Solidarietà Sociale.

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Commenti

  • lukyluky (utente non verificato)

    “La povertà è una condanna a vita?” Da quando il mondo è mondo la povertà è sempre esistita. Ora tutte le indagini tutti i rapporti di questo mondo lasciano il tempo che trovano. Si vuole l’approvazione di nuove leggi. Io per non saper ne scrivere ne leggere, mi chiedo “ama il prossimo tuo come te stesso” è il primo dei comandamenti, quanti preti quanti cattolici praticanti lo metto in atto? Se aprissero i loro forzieri, molto si potrebbe fare.

  • lukyluky (utente non verificato)

    La città invisibile che vive accanto alla città dell’abbondanza. Questi argomenti suscitano fastidio in bocca a certi preti panciuti e rubicondi, con croci dorate e paramenti altamente rifiniti. Sono convincenti se a pronunciarle sono dei missionari o dei medici che sono in prima linea a combattere con i fatti e non con le riunioni e i convegni la povertà e la miseria. “Non chi dice Signore Signore entrerà nel regno dei cieli ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”

  • lukyluky (utente non verificato)

    Don Raffaele Sarno, delegato regionale della Caritas pugliese, Monsignor Mario Paciello, Delegato Conferenza Episcopale Italiana, membro del Consiglio di Presidenza della Caritas Italiana e Vescovo di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti, Franco Ferrara e Natale Pepe, rispettivamente Presidente e sociologo del Centro Studi Erasmo, Antonello Zaza, assessore provinciale alla Solidarietà Sociale. Se questi signori devolessero la metà dei loro beni ai poveri sarebbero davvero credibili.

  • lukyluky (utente non verificato)

    Continuate a fare riunioni e rapporti, vedrete che la povertà sarà debellata.
    “ho visto vite distrutte nel sorriso di un prete calmo e rassicurante nel parlarmi di fede mille generazioni è peccato è peccato e lui calmo sorride nel chiostro maiolicato”

  • lukyluky (utente non verificato)

    “Chi vuol servire deve rinunciare al guardaroba. Chi desidera stare con gli ultimi, per sollecitarli a camminare alla sequela di Cristo, deve necessariamente alleggerirsi dei “tir” delle sue stupide suppellettili.
    Chi vuol fare entrare Cristo nella sua casa, deve abbandonare l’albero, come Zaccheo, e compiere quelle conversioni “verticali” che si concludono inesorabilmente con la spoliazione a favore dei poveri.
    Don Tonino Bello

  • lukyluky (utente non verificato)

    “E’ la gioia, quindi, che connota la rinuncia cri-stiana: non il riso.
    La testimonianza, non l’ostentazione.
    Come avvenne per Francesco, innamorato pazzo di madonna Povertà. Come avvenne per i suoi seguaci, che sì spogliarono non per disprezzo, ma per seguire meglio il maestro e la sua sposa: “O ignota ricchezza, o ben verace! Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro, dietro allo sposo; sì la sposa piace!”
    Don Tonino Bello

  • calzone (utente non verificato)

    ou, ma manda il curriculum e scrivi per il sito, no?