Dentro al teatro: com’era, com’è, come sarà. Il video

Tiziana Dinapoli

Della struttura originaria rimangono le murature perimentrali ottocentesche consolidate e usate come fondazione di tutta la struttura in cemento armato.

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Pare sia molto sentita dai cittadini acquavivesi la questione del restauro del teatro.

Per questo, grazie al responsabile dei lavori ingegner Fuzio, abbiamo pensato di entrare all’interno della struttura e fare delle riprese per mostrare a che punto sono i lavori e per indagare il motivo circa i continui rinvii.

E’ stato strano vedere quanto fosse grande e pensare che praticamente è chiuso da prima che molti giovani acquavivesi nascessero.

Della struttura originaria rimangono le murature perimentrali ottocentesche consolidate e usate come fondazione di tutta la struttura in cemento armato.

I lavori procedono con lentezza, con molte soste tra un lotto e l’altro.

Questo perchè ad Acquaviva si è costituito un comitato cittadino che vaglia attentamente il procedere dei lavori; comitato che ha fatto esplicita richiesta al sindaco e alla giunta di poter realizzare un teatro multifunzione, che sia teatro d’opera, musicale, cinema d’autore e anche scuola di ballo.

Questa richiesta, non prevista nel progetto 2002, ha provocato la sospensione dei lavori  di questo stralcio e la redazione di un nuovo progetto, quello definitivo del 2004.

Una volta approvato sono ripresi i lavori del secondo stralcio che ha consentito di realizzare le strutture in cemento armato, la copertura, alcune murature e qualcosa dell’impianto di condizionamento nonchè gli infissi.

Dopodichè i soldi saranno finiti e bisognerà attendere dei nuovi finanziamenti per poter procedere.

Manca ancora molto alla fine dei lavori, ma sicuramente quando il teatro sarà consegnato Acquaviva potrà vantare una struttura pubblica invidiabile, perfettamente adatta e accessibile ai disabili.

Tanti soldi, dunque, per un’opera pubblica che diventerà un cinema d’autore, un cinema ricercato e un teatro di musica: potrà attirare il pubblico di ogni età?

Ma, soprattutto, la domanda è: quando?

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Commenti

  • HABANERO (utente non verificato)

    FINALMENTE MA QUANDO? E POI LA 626 NON ESISTE? IL CASCO PER L’INGEGNERE IL TECNICO LA GIORNALISTA, E POI LE PASSERELLE PROTETTE DA UNA TAVOLA POSSONO BASTARE A PARARE UNA CADUTA ACCIDENTALE ?????

  • HDUEO (utente non verificato)

    Gentile ingegner Fuzio, da quello che ho visto, mi sembra che per quanto riguarda la struttura, lo “scheletro”, la platea, i camerini, il foyer, l’accesso di carico/scarico scene, stiate facendo un buon lavoro, considerando gli spazi “contenuti”.

  • tinapica (utente non verificato)

    posso fare qualche altra domanda? Senza aspettare risposta le faccio lo stesso: 1) chi lo dovrà gestire, il pubblico o un privato? 2) Con quali soldi, visto che il Comune non potrà permetterselo? Non sarebbe stato meglio, invece di perdere quasi 10 anni e oggi proporre lo stesso utilizzo, affidare la gestione, con una specie di “Progetto di Finanza” a gente del mestiere come i f.lli Castellano di Gioia? Il teatro/cinema progetto 1994 dello stesso Prof. Fuzio.

  • HDUEO (utente non verificato)

    Credo che questo teatro possa essere ideale e perfetto per concerti di musica da camera e/o sinfonici, e perché no anche per operette e recital voci-pianoforte. Ingegnere, spero vivamente che Lei abbia contattato un team di seri studiosi di acustica!

  • tinapica (utente non verificato)

    Al Comune di Acquaviva, se ricordo bene alcune diatribe finite anche sui giornali, non sarebbe costato una LIRA,sia la ristrutturazione che la gestione. Speriamo non rimanga una cattedrale nel deserto: senza soldi,senza molti EURO, chi la vorrà o potrà gestire? Si sono persi comunque 10 anni che con il tempo che corre è quasi un secolo. Maledetta indecisione

  • euroby (utente non verificato)

    Secondo me, si potrebbe pensare di affidare la gestione del teatro così come avviene a Gioia per il Teatro Rossini.