La parrocchia di San Francesco di Assisi ha dato il via al 2^ Convegno Vocazionale

L’occasione è stata colta per inaugurare l’oratorio intitolato a “Don Giustino”, nell’edificio retrostante la chiesa di San Francesco ex sede della Caritas
Si è svolto venerdì 18 gennaio, presso il salone delle feste della parrocchia San Francesco, il secondo convegno vocazionale sull’ “Attualità del nostro carisma e contenuto pastorale”.
Hanno partecipato in veste di relatori alla conferenza, aperta da don Mario Cavalera, Monsignor Vito Colonna, vicario del nostro Vescovo, il Maestro dei novizi don Salvatore Musella ed il responsabile del Gruppo di preghiera “Don Giustino”, il dott. Giovanni Chiarulli.
Gli interventi, incentrati sulla vita di don Giustino Russolillo, hanno rievocato la vita del fondatore dei Padri Vocazionisti, e hanno ribadito il suo invito al farsi santi. Non sono mancati poi pensieri di solidarietà al Papa, vittima in questi giorni di contestazioni.
Nella stessa serata Monsignor Vito Musella ha inaugurato l’oratorio intitolato a “Don Giustino”, nell’edificio retrostante la chiesa ex sede della Caritas.





Commenti
Dicesi VITTIMA chi soggiace ad azioni ingiuste(Zingarelli).E contestare chiunque, per fortuna, è ancora permesso e giusto.
Sarebbe stato meglio mantenere aperta la Caritas.Svolgeva un servizio importantissimo per chi non ha un tetto o da mangiare.
S’i’ fosse papa, sare’ allor giocondo
tutti i cristïani imbrigherei
A proposito dei pensieri di solidarietà al papa, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto” Benissimo hanno fatto i professori a scrivere quella lettera. Il Papa poi non è andato per Sua iniziativa, perché non amano le contestazioni.
che notizia loffa…se mi passate il termine postribolare ma assai efficace.la prox volta scrivo un articolo sulla riunione del mio condominio!e poi è stato il papa a non presentarsi alla sapienza perchè “temeva” le contestazioni e questo la dice lunga sulla sua apertura all’altro e al diverso!