Pistilli scrive al Vescovo ed alla Comunità

La Redazione

Il sindaco Franco Pistilli invia due lettere aperte: una al Vescovo e Governatore dell’Ospedale Miulli, Mons. Paciello, ed una indirizzata a tutta la Comunità. La tematica è sempre quella: l’ospedale

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Il sindaco Franco Pistilli invia due lettere aperte: una al Vescovo e Governatore dell’Ospedale Miulli, Mons. Paciello, ed una indirizzata a tutta la Comunità cittadina. La tematica è sempre quella: l’ospedale Miulli.

Al Vescovo Mons. Paciello.

«Come responsabili di due istituzioni fondamentali di questa Città, il bene collettivo ed il supremo interesse della nostra Comunità stanno molto a cuore all’Eccellenza Vostra, come, me lo consenta, stanno a cuore anche a me, che devo assolvere dignitosamente al mandato democraticamente affidatomi e di cui dovrò rendere conto.

Da più di un anno ci troviamo, forse nostro malgrado, coinvolti, per i nostri rispettivi ruoli, in molte delicate questione attinenti l’Ospedale Miulli, realtà cittadina che senza dubbio rappresenta per le cure dell’Eccellenza Vostra, in quanto Governatore, ma anche per le nostre attese, il massimo impegno in quanto massimo bene della nostra Città.

Ma le nostre iniziative sortiranno un risultato utile e buono, se le sosteniamo concretamente con la retta intenzione di operare nel superiore interesse della nostra Comunità, che esige da noi la proposizione chiara e franca dei problemi, ma anche la ricerca di una loro positiva soluzione e composizione, come sempre è possibile tra uomini di buona volontà.

L’Ospedale Miulli ha sempre avuto un suo riferimento nell’ambito della rappresentanza istituzionale di questa Città, come del resto codificato nelle sue Tavole di Fondazione. Il Suo stimatissimo predecessore mons. Salvatore Isgrò, che tentava già allora di dare all’Ospedale un nuovo Statuto, avendone già avanzato la richiesta senza consultare il Comune di Acquaviva, chiese al sig.

Prefetto, con lettera del 9.11.1976, di “soprassedere nella procedura avviata, al fine di consentire modifiche concordate con le Autorità Comunali di Acquaviva delle Fonti al testo del nuovo statuto”. Anche il Ministero dell’Interno riteneva corretto questo comportamento “nel tentativo di sanare le accese polemiche che da anni sono sorte” come comunicava la Prefettura di Bari, in data 10.11.1976. Questa concordia ed intesa tra Comune ed Ospedale fu alla base dell’approvazione dello Statuto Organico nel 1896.

D’altra parte lo stesso Ospedale trarrebbe grande vantaggio se quel nuovo Statuto, che nel 1976 non si è riusciti a varare, potesse trovare ora possibilità di aggiornata attuazione, con la consapevolezza del sommo reciproco bene comune delle due Istituzioni e nella piena concordia delle volontà, che è figlia tanto del reciproco rispetto tra persone e istituzioni quanto della giustizia nell’ordine delle cose, che spazza via ogni prepotenza e prevaricazione.

Un nuovo Statuto potrebbe rappresentare il raggiungimento di un più alto ed efficace equilibrio tra le istituzioni, costituirebbe un fatto storico per la nostra Città e aprirebbe per l’Ospedale Miulli una nuova stagione di corale consenso ed adesione all’azione del suo Governo ed al suo ulteriore positivo destino, che è stato contrassegnato da oltre cinquant’anni da grande sviluppo quantitativo e qualitativo, frutto felice dell’intelligenza, dell’impegno e del sacrificio di tanti nostri Concittadini e delle persone venute da fuori, che hanno sempre goduto di un ottimo rapporto con la nostra Città.

Mi auguro che con la consapevolezza del nostro passato e con tanta buona volontà si possa riuscire ora a fare chiarezza e definire ed aggiornare le questioni sul tappeto, tenendo sempre nel massimo conto il superiore interesse dell’Ospedale e della nostra Città, chiamati dal Fondatore avv. Miulli a convivere, come è avvenuto per secoli e con reciproco vantaggio.

Per fare questo è necessario parlarsi, chiarirsi, comprendersi e decidere insieme. Ed è ciò che l’interesse superiore delle nostre istituzioni ci chiede e si potrà effettuare ricercando sinceramente la giustizia e la concordia, con il coinvolgimento di tutti i soggetti che operano e partecipano solidarmente al destino dell’Ospedale.

La partecipazione larga, convinta, corale si costruisce insieme ed è un valore di base non solo civile, ma anche operativo ed economico da cui ogni dirigenza può trarre slancio e vantaggio. Ed allora, Eccellenza, con lo spirito dell’umiltà, della disponibilità, della ragionevolezza e soprattutto con il massimo onore da rendere alla verità ed alla giustizia, superiamo la fase della proposizione franca ed anche aspra delle problematiche e troviamo una maniera per risolverle.

La Città non può restare inerte di fronte alla attuale prospettiva dell’Ospedale che si annuncia problematica. Gli stessi funzionari dell’Ospedale hanno dichiarato che esiste una situazione debitoria cronica, che un Ente Ecclesiastico dovrà sanare con le sue forze. Ciò pone una preoccupazione, aggravata dalla constatazione che si è fatto ricorso a forme discutibili di devoluzione della gestione dei servizi ad imprese esterne, cui si concedono locali , suoli, apparecchiature e quasi metà degli introiti, concepiti con lo scopo del lucro in una istituzione che è nata per essere gratuita. Si può comprendere un contributo per ammortizzare i costi, ma non il lucro.

Si pone il problema delle proprietà immobiliari e dei beni del Miulli, che la Città può attrarre a sé per legge e che il Sindaco ha, quindi, il dovere di tutelare, mentre si sono poste in atto da parte della Dirigenza del Miulli, iniziative unilaterali di trasferimento proprietario che non riconoscono questo suo ruolo, e non pretesa, e colpiscono gli interessi della Città. Ne vogliamo parlare?

Si conoscono obiezioni ed agitazioni delle organizzazioni sindacali dei lavoratori del Miulli che lamentano arbitri nella gestione del personale, con assunzioni senza concorso, licenziamenti, costose consulenze, e chiedono adeguati livelli di sicurezza per sé e per il cittadino-utente.

Resta irrisolto il problema dello stato giuridico dell’ecclesiasticità dell’Ente, con il connesso status dei dipendenti, non potendosi attribuire valore costitutivo o dichiarativo né alla registrazione presso il Tribunale di Bari, né ad una sentenza incidentale del TAR o ad un attestato ministeriale, rispetto ad una storia secolare di incontestata considerazione di Opera Pia o IPAB, che non può essere ovviamente disattesa, né per il valore giuridico né per quello gestionale e patrimoniale, dalla nostra Città. E’ una richiesta irricevibile quella di chiarire tali questioni?

Nel massimo rispetto del Suo ruolo di Vescovo-Governatore, come decretato nel Testamento e nello Statuto, chiediamo che per forza di questi stessi documenti fondamentali e vincolanti, si riconosca e restituisca il ruolo agli altri soggetti ivi contemplati, come il Capitolo della Cattedrale e la Rappresentanza della Città.

E’ difficile, infatti, comprendere ed accettare che le Tavole di Fondazione valgano per confermare il ruolo di uno e non valgano per il ruoli degli altri. Né può accamparsi il diritto canonico, che invece conferma. Per lo meno è necessario parlarne e chiarirsi.

Sono certo che tra uomini di buona volontà si potrà raggiungere una conclusione pacifica ed equilibrata.

Il Rappresentante della Città è pronto ad incontrare non solo il Vescovo-Governatore, ma insieme anche tutte le altre rappresentanze istituzionali e sindacali che si riterrà opportuno coinvolgere e che possono dare un ottimo contributo a ritrovare corale partecipazione e sostegno alla gestione di un bene collettivo, che questa Città ha saputo costruire e che rappresenta un immenso valore di umana e cristiana solidarietà, di socialità, di progresso culturale ed economico».

Alla Comunità cittadina, «per tutelare un bene di vitale importanza e acquisito per lascito testamentario. Non si strumentalizzi la Chiesa!»

«La Sacralità della Chiesa è una cosa, la gestione dell’Ospedale Miulli è un’altra. Il Miulli vive, non di fondi del Vaticano o della Diocesi, ma di soldi pubblici, di tutti i
cittadini, credenti e non credenti, che hanno il diritto di sapere come gli stessi vanno gestiti.

La Chiesa non deve essere utilizzata per tentare di “chiudere la bocca” a chi esercita il suo diritto di Sindaco, ossia quello di chiedere conto della gestione di ingenti somme di
denaro pubblico e dell’osservanza delle leggi.

Non è, allora, questione di rispettare o meno la Chiesa, ma si tratta di rispetto verso la nostra Città alla quale il Governatore deve rendere conto perché amministra in nome e per mandato
di altri, cioè dei “poveri e li infermi di Aquaviva” ai quali l’Avv. Francesco Miulli ha lasciato il suo patrimonio.

Si devono, pertanto, distinguere i 2 ruoli che il Governatore ricopre: l’attività spirituale e religiosa è ben differente dalla figura di Amministratore del Miulli.

Se il Governatore “scende” sul terreno civile e temporale, deve darne conto e non può appellarsi o nascondersi dietro la Chiesa, ma deve rispettare le leggi ed i diritti delle persone.

Le questioni sollevate attorno alla gestione del Miulli appartengono al campo temporale ed il Governatore è tenuto ad agire nella legalità e nella trasparenza delle procedure della gestione del pubblico danaro e darne conto a tutti, come tutti i pubblici funzionari.

Il Governatore è andato perfino al Catasto, ha preso le cartelle dei beni dell’OPERA PIA, che appartengono al Comune in cui ha residenza e, cioè alla nostra Città, e li ha trasferiti, nella cartella dell’Ente Ecclesiastico.

E’ uno scippo anche perché lo stesso Capitolo della Cattedrale ha detto che la proprietà dei beni dell’Ospedale appartiene alla Comunità di Acquaviva e non alla Chiesa.

Chi afferma che è sempre di Ospedale Miulli si tratta, sia nel caso di fondazione Opera Pia che di Ente ecclesiastico, avrebbe dovuto lasciare le cose così come stavano. Invece si è recato frettolosamente e furtivamente dal
Notaio per cambiare le carte in tavola dopo la denuncia del Sindaco. Perché?

Tutti abbiano idee chiare al proposito e pretendiamo che si osservi il sommo precetto della giustizia: “ A CIASCUNO IL SUO” . Il Governatore faccia il Governatore, gestisca il Miulli ma senza appropriarsene o diventarne padrone, dia conto di quello che fa nel suo governo e soprattutto nell’uso del pubblico denaro, e riammetta la rappresentanza del Comune di Acquaviva e la funzione del Capitolo della Cattedrale.

Il Governatore torni, dunque, a riconoscere il ruolo del Capitolo della Cattedrale, altrimenti inviti il Consiglio Comunale a prenderne il posto, come dicono il Testamento e lo Statuto nel Cenno Storico ad esso allegato.

Il Comune da parte sua rispetterà il diritto del Vescovo di Governare l’Ospedale Miulli, secondo il Testamento, lo Statuto le leggi dello Stato e si porrà sempre a sua disposizione per collaborare
Intanto si proceda alla stesura di un nuovo STATUTO, (visto che quello in vigore è desueto e vecchio di centoundici anni), in cui venga ridefinito l’assetto giuridico e gestionale dell’Ospedale con chiarezza e giustizia, rispettando i ruoli ed i diritti di tutti, secondo

Testamento e Statuto. Il Governatore è tale in base al Testamento ed allo Statuto, ma poi egli calpesta il resto che riguarda, invece, i diritti degli altri e fa la parte del leone. In questo che c’entra la Chiesa?

Così stanno le cose e nessuno vuole offendere la Santa Romana Chiesa. Ma bisogna, però, fare giustizia e rispettare i diritti di tutti. Speriamo che nessuno voglia ancora strumentalizzare la Chiesa, rispettando i DIRITTI INALIENABILI dell’Ospedale Miulli e della nostra Città».

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Commenti

  • lukyluky (utente non verificato)

    Vediamo se risponde, sarò cattivo ma non lo farà.

  • lukyluky (utente non verificato)

    postato da eligia
    “Vista che l’intera Sinistra non è in grado di portare avanti nessuna battaglia concreta. Il Vs chiodo fisso è Pistilli. Quando Pistilli non ci sarà più anche Voi sparirete perchè non avrete null’altro da fare nella Vs. vita…. a buon intenditore poche parole….” Ma che è stato istituito un premio a chi la spara più grossa?

  • eligia (utente non verificato)

    le Vs sone le parole di coloro che non sanno più che pesci pigliare, Vista che l’intera Sinistra non è in grado di portare avanti nessuna battaglia concreta. Il Vs chiodo fisso è Pistilli. Quando Pistilli non ci sarà più anche Voi sparirete perchè non avrete null’altro da fare nella Vs. vita…. a buon intenditore poche parole….

  • digio (utente non verificato)

    SINDACO,MA AL DI FUORI DELL’OSPEDALE MIULLI LA “COMUNITA’ ACQUAVIVESE” E’ IN GRADO DI DARSI UNA CERTA DINAMICITA’ CULTURALE,ECONOMICA ETC ETC?IO DICO DI NO..E MI SEMBRA PENOSO RINCORRERE UN OSPEDALE AMMETTENDO,COSI’,LA PROPRIA INCAPACITA’.

  • gohome (utente non verificato)

    Sindaco falla anche tu un’opera pia: dimettiti!

  • tinapica (utente non verificato)

    continua. Ho fatto il nome del Prof. Ieva perchè è l’unico spendibile, gli altri soggetti hanno dimostrato, nella conferenza famosa in Comune, di volere altro. Devi sapere che in politica se riesci ad avere il coltello dalla parte giusta, puoi ricattare il dirimpettaio. Le carte le conosco da molti anni e certamente prima di te.

  • tinapica (utente non verificato)

    vuoi sapere,lukyluky, come la penso?. In maniera molto sintetica: L’ospedale è ecclesiastico ed i beni sono della comunità acquavivese. Mettere insieme le due cose, permette ai rimestatori di professione di creare confusione. Quello che chiede il Prof. Pinuccio Ieva è diverso da quello che chiedono altri a cominciare da qualche burattinaio, laico e religioso.Spero di averti accontentato. Hai visto, con la raccolta di firme, altro giro di valzer.

  • lukyluky (utente non verificato)

    tinapica, secondo me, che un po’ di carte le ho letto, l’ospedale non è un ente ecclesiastico. Scusami se ti interpello, ma secondo lei (te) l’ospedale Miulli è un ente ecclesiastico? Questa è la questione del contendere, il resto sono chiacchiere e il vento se le porta via.

  • tinapica (utente non verificato)

    Altro giro di valzer. Il 17 gennaio siamo entrati nel carnevale. Maschere e conduttori posso invitare. Come si può passare così repentinamente, dalle denunce, “urbi et orbi” al “volemose bene”. Mah, solo il Sindaco è capace di tante piroette. Continuo a chiedere:dott. Pistilli cosa ti ha fatto convertire? Chiarezza e onestà intellettuale è quello che Le chiedo.

  • lukyluky (utente non verificato)

    postato da tinapica”In maniera molto sintetica:L’ospedale è ecclesiastico ed i beni sono della comunità acquavivese.”Ma l’ospedale è una entità astratta,o le mura i letti ecc sono beni.Come si fa ad asserire una cosa del genere.Forse volevi dire la gestione deve essere ecclesiastica.Ma anche in questo caso deve essere sottoposta a controllo per esempio del capitolo. Poi se i beni sono della comunità acquavivese, come deve avvenire il controllo degli stessi? Mi dici che hai letto le carte, ma!!