Un punto di vista sulla corretta gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti è al momento un tema scottante. Sentiamo il parere di un cittadino acquavivese
Un giovane Ingegnere Ambientale di Acquaviva, Francesco Liuzzi, leggendo l’articolo comparso AcquavivaLive.it circa i fatti avvenuti in provincia durante la presentazione del piano di gestione rifiuti, ci ha inviato una lettera aperta allo scopo di rendere partecipi i lettori in merito a un possibile punto di vista sulla corretta gestione dei rifiuti, al fine di contribuire a creare una visione più schietta su questi temi attualmente molto scottanti.
Pubblichiamo di seguito la sua lettera:
«Leggendo la notizia del 14 Gennaio comparso su queste pagine, relativamente all’incursione dei soci wwf durante la presentazione del piano provinciale di gestione rifiuti, ho pensato di intervenire con questa lettera per esporre alcune considerazioni in merito .
Purtroppo quando si parla di tematiche ambientali (e quindi relative alla salute pubblica), il problema che spesso emerge è la mancanza di equilibrio, di razionalità, ed ecco allora che si creano le classiche fazioni: i maniaci della raccolta differenziata da una parte e dall’altra i sostenitori della termovalorizzazione.
Non pretendo di voler trovare la soluzione al problema ma, sulla scorta della mia seppur breve esperienza, ho potuto imparare che l’errore di fondo, come dicevo, sta proprio nella smania di schierarsi a favore o contro una determinata tecnologia, pro o contro la raccolta differenziata, quasi come fosse una partita di calcetto. Ma il gioco aimè, è ben più serio.
Qui non si tratta di scegliere se sia meglio differenziare o incenerire, recuperare i rifiuti o depositarli per sempre in discarica. Bisogna adottare tutte queste tecniche disponibili. Tant’è che ormai da anni si è sostituto il termine “gestione rifiuti” con quello più corretto di “Gestione integrata dei rifiuti”.
Una parolina in più (“integrata”) ma di fondamentale importanza per capire che bisogna smetterla con il considerare la raccolta differenziata la panacea di tutti i mali. Da sola non risolve nulla. Sarebbe impensabile gestire i rifiuti mediante una sola di queste tecniche. I rifiuti non sono tutti uguali; è bene quindi che vengano trattati, recuperati e smaltiti a seconda delle diverse specificità.
La raccolta differenziata è senz’altro la prima modalità per una gestione corretta, importantissima, ma non unica. Non tutto si può riciclare. A servizio di un ambito territoriale quindi, necessariamente deve essere presente una discarica, un impianto per differenziare i rifiuti, un inceneritore, un impianto di compostaggio per la frazione umida ecc. Qualunque tecnica, se utilizzata in maniera quasi esclusiva, è destinata a fallire.
Le regioni del nord Italia, da tempo associano alte percentuali di raccolta differenziata, insieme ad alti valori di recupero energetico grazie ai temovalorizzatori. La frazione umida viene trattata negli impianti di compostaggio e quello che non si può più recuperare va in discarica. Questo è l’unico modo corretto di gestire i rifiuti.
E’ fondamentale quindi che ognuno di noi superi questa visione esclusivista, sostenendo continue lotte contro la discarica o il termovalorizzatore. La sindrome NIBMY (Not In My Back Yard) la chiamano gli inglesi, letteralmente“ non nel mio giardino”; per indicare che a tutti sta a cuore il problema rifiuti ma guai a realizzare una discarica nelle vicinanze del proprio comune.
Basterebbe quindi un pizzico di equilibrio e di ragione in più, per evitare tanti paradossi, come ad esempio quello per cui la gente prima demonizza il termovalorizzatore (combustione d i rifiuti in modo controllato con recupero di energia) ma poi non disdegna di dare al rogo i rifiuti per strada (combustione di rifiuti INcontrollata SENZA recupero di alcunché) con buona pace della famosa diossina che ci ritroviamo dappertutto. Anche nel proprio giardino!»





Commenti
Articolo preciso, che analizza il problema in modo completo. Condivido in pieno l’analisi dell’ Ing. Liuzzi. Finalmente!!! ci voleva un articolo del genere.
E purtoppo come dice Liuzzi “a tutti sta a cuore il problema rifiuti ma guai a realizzare una discarica nelle vicinanze del proprio comune” MENTALITA’ SBAGLIATISSIMA!!!
ma perchè su acquavivalive ci sono sempre punti di vista altrui e mai qualcuno interno alla redazione? va bene dare spazio alla voce dei cittadini, ma sarebbe carino leggere anche qualche editoriale, qualche articolo di approfondimento, insomma qualcosa che non si riduca ad un mero copia/incolla. un abbraccio.
3)Il CDR è un combustibile le cui caratteristiche sono regolate sia dalla legge sia dalla normativa tecnica: in particolare, dal decreto Ronchi (DM 22/97) e collegati(DM 5/2/98) e dalla norma UNI 9903.
2)Tutto ciò che rimane viene trasformato in CDR grazie ad una serie di lavorazioni che ne stabilizzano le proprietà,evitando che si verifichino processi di fermentazione o degrado.La produzione di CDR si definisce come attività complementare alla raccolta differenziata dei rifiuti. Senza la separazione del materiale riciclabile, si otterrebbe un combustibile dal potere calorifico molto ridotto, oltre allo spreco costituito dal mancato reimpiego:vetro e metallo nei rispettivi cicli produttivi.
1)Il Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR) è il prodotto finale di un processo produttivo complesso, definito tecnicamente «filiera di differenziazione, recupero e riciclo di rifiuti non pericolosi». Il processo prevede innanzitutto il recupero di tutto il materiale che può essere riciclato: materiale organico da avviare al compostaggio, carta, vetro, plastica, legno, alluminio e altri metalli. (segue)
Intervengo dicendo che finchè non si cambierà mentalità mondiale sul petrolio, e quindi “finendo le guerre per il petrolio”, le grosse Multinazionali dell’oro nero non conteranno più nulla allora si che possiamo parlare liberamente di politiche ambientali… ma se sono i grossi stati gli artefici di una politica sbagliata… USA e il petrolio (guerre e affari) ad es.
Robbinson,ho dovuto generalizzare a causa dello spazio limitato…Che il petrolio regna sovrano non ci sono dubbi;io credo che le politiche ambientali possano fare molto,a partire da campagne informative a largo raggio,dai bambini nelle scuole ai più grandi,sensibilizzando tutti i livelli sociali.Naturalmente un simile comportamento non parte dal nulla,ma scaturisce da una serie di provvedimenti che i nostri politici devono prendere subito,invece di rubare lo stipendio.
Skill, la risposta (secondo il mio punto di vista) al post. 2: Il petrolio ed il mercato che ci gira intorno con affari internazionali è la causa della poca diffusione di plastiche, ed energie alternative, altrimenti non mi spiego il non prolificare di carburanti come il Metano, idrogeno, alcool, olio di semi… Il petrolio purtoppo governa il mondo!
Skill, prima di incenerire tutto, ci sono gli impianti di separazione del rifiuto, la plastica non va incenerita!
Ti consiglio di visitare il sito della APPIA ENERGY di Massafra: http://www.appiaenergy.com/eco.html
Concordo con te quando parli degli inceneritori in generale e delle cause che produce… però esistono termovalorizzatori altamente poco inquinanti, come quello di massafra.
Quindi le tecniche alternative all’inceneritore ci sono eccome che abbinate alla raccolta differenziata e ad una politica ambientale seria ci farebbero vivere un po’ meglio.
Sono pienamente in disaccordo:innanzitutto gli inceneritori portano tumori a chi abita nelle sue vicinanze;secondo la maggior parte della plastica che produciamo deriva dall’imbottigliatura dell’acqua minerale e da inutili involucri (quanto sarebbe bello ritornare a bere dal rubinetto di casa,ma siccome c’è chi specula alla grande),terzo esiste da anni una plastica biodegradabile in 6 mesi prodotta dalla novamont (http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1071831,00.html).
Ma perchè andare così lontano, arrivando al mercato mondiale del petrolio?
Cosa accade ad Acquaviva?
Sbaglio o mesi fa erano sorti forti dubbi sulla trasparenza del servizio di raccolta locale?
La raccolta differenziata esiste?
Qual è la politica per il trattamento dei rifiuti ad Acquaviva?
Dove sono i dati?
Ricordo che il Comune ha un sito ufficiale, fermo al 2005. Se l’Amministrazione volesse informare i cittadini, potrebbe usare quelle pagine.