Miulli, la verità di D’Antini

“A marzo un notaio ha registato un atto del Vescovo per trasferire il patrimonio del Miulli alla chiesa”
A pochi giorni dall’atteso appuntamento sull’ospedale Miulli si moltiplicano le voci sul futuro dell’ospedale e sull’utilizzo dei plessi dismessi (via Maselli Campagna e Collone). Mentre invitiamo associazioni, partiti politici e comuni cittadini ad inviarci proposte e testimonianze, oggi pubblichiamo una lunga, appassionata nota di Fernando D’Antini, del Comitato Cittadino per l’Ospedale Miulli.
“Notiamo con immenso piacere che attorno alla questione del “Miulli” è sorto un acceso e appassionato dibattito che ancora una volta sta a dimostrare l’interesse di tutti i cittadini su ciò che rappresenta un importante patrimonio tecnico-scientifico e la principale risorsa occupazionale per Acquaviva e gli altri centri limitrofi ed è stato il frutto del contributo di cittadini tenaci e lungimiranti e dell’impegno, negli anni, dell’intera comunità cittadina.
Personalmente sono convinto che l’interesse per il “Miulli” dovrebbe unirci e non dividerci, indipendentemente dal colore politico, perché credere e volere che il nostro ospedale diventi un polo di eccellenza nel quadro della sanità nazionale, che generi indotto produttivo di alta tecnologia e specializzazione, che i locali del vecchio ospedale di via Maselli Campagna vengano utilizzati, il più presto possibile, compatibilmente con i vincoli di destinazione d’uso e, verificatane la staticità, a scopo di pubblica utilità sulla base dei progetti che saranno presentati in una conferenza dei servizi che veda coinvolti la cittadinanza, anche nelle sue varie espressioni, imprenditoria e associazionismo, e le istituzioni, vuole dire perseguire il bene comune e il benessere di una vasta area territoriale.Ciò premesso è bene, però, fare un po’ di chiarezza anche per dare a tutti la possibilità di conoscere i fatti.
In primo luogo è necessario far presente che l’ospedale Miulli è una Fondazione, Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (IPAB), eretta in Ente Pubblico con Regio Decreto del 27/12/1896, che costituisce l’unica fonte normativa, mai abrogata, ad oggi esistente, non è mai stato un Ente Ecclesiastico, cioè un organismo di natura privata, anche perché le date dei vari testamenti che si sono succeduti, si risale addirittura al Concilio di Trento, e le date delle fonti normative, che riguardano l’ospedale, contestano in maniera inoppugnabile la pretesa del Governatore di considerare il Miulli un Ente Ecclesiastico per antico possesso di stato. Stando così le cose, i beni dell’ospedale non sono mai stati di proprietà della Chiesa locale e quindi del Vescovo pro tempore, né del Capitolo Cattedrale di Acquaviva, i quali sono titolari della sola amministrazione dell’Ente in alternativa con un rappresentante pro tempore della Città, bensì solo della comunità acquavivese, unica destinataria delle disposizioni dei fondatori.
Questa premessa sulla natura dell’Ente “Ospedale Francesco Miulli” di Acquaviva è di fondamentale importanza per stabilire tre cose: la titolarità dei beni del Miulli, l’accesso ai finanziamenti pubblici ordinari e straordinari, la presenza di una valida rappresentanza della città, nel governo dell’Ospedale, di natura elettiva che abbia effettivo potere decisionale sulle scelte e le strategie dell’Ente.
Riguardo alla titolarità dei beni dell’Ente abbiamo già detto che essi sono di proprietà della comunità acquavivese per volontà dei fondatori e sono soggetti a vincoli di destinazione d’uso che, probabilmente, può essere modificata, standone la necessità e sempre per scopo di pubblica utilità, solo per disposizione normativa. Ci riferiamo, ovviamente, ai locali del vecchio Ospedale di via Maselli Campagna e del plesso vecchio di Collone che potrebbero essere messi a disposizione delle Amministrazioni, Enti e Associazioni interessate ad utilizzarli e alle quali potrebbero essere accollati gli oneri di verifica della staticità, di adattamento all’uso proprio di ognuna e di manutenzione, che consentirebbero di conservare nel tempo il suddetto patrimonio a costo zero. Inoltre, trasferendo nei suddetti locali gli uffici del Comune e quelli del Tribunale, si potrebbe restaurare Palazzo de’ Mari, trasformarlo in Castello-Museo e inserirlo in un percorso turistico che darebbe alla nostra città il ruolo che le spetta nel panorama turistico nazionale.
Rispetto a questa progettualità è stridente il contrasto con quanto l’Amministrazione Ecclesiastica dell’Ente Miulli, senza titolo, intende fare sia dei locali del vecchio Collone che dei locali di via Maselli Campagna. Per di più i presunti progetti del Governatore sarebbero consequenziali alla beffa, qualcuno lo chiama scippo, consumata ai danni della città nel marzo scorso, quando un notaio ha registrato un atto del Vescovo che ha dichiarato senza dimostrarlo con titoli validi, perché non ne ha, che l’Ente Ecclesiastico è il proprietario dei beni suddetti. Quest’ultimo atto consente il trasferimento di tutto il patrimonio del Miulli alla Chiesa locale allo scopo di poterlo alienare al primo offerente, sulla cui identità ci sono seri sospetti, e ripianare così i debiti di una gestione allegra e poco accorta che ha rivelato uno scarso spessore manageriale.
Il riferimento alla gestione e, quindi, alla situazione finanziaria ci riporta al secondo punto che riguarda l’accesso ai finanziamenti pubblici ordinari e straordinari. Se si considerasse il Miulli Ente Pubblico, quale in realtà è, come abbiamo visto prima, l’Ospedale avrebbe diritto a tutti i finanziamenti, e per intero, ed , in più, avrebbe diritto a ricevere dalla regione apparecchiature e strutture, che in passato ha sempre ricevuto in quanto Ente Pubblico, e anche al ripianamento dei debiti accumulati, come avviene per tutti gli altri ospedali pubblici che non devono ridimensionare le prestazioni, in numero e qualità, per aver superato il budget assegnato dal piano di ripartizione regionale e non hanno le degenze limitate a un tetto oltre il quale non vengono pagate le quote intere, ma solo ridotte. Questo vuole dire far funzionare male una struttura che è stata creata con ben altre aspettative e mentre, a parole, si chiede l’accreditamento di servizi di qualità nei fatti si agisce per ridimensionare l’ospedale Miulli per farlo diventare un nosocomio di serie B, e tutto in nome di una inesistente ecclesiasticità dell’Ente.
In passato l’Ospedale Miulli, grazie alla intuizione di concittadini tenaci e di grande levatura intellettuale, ha avuto lo sviluppo che è sotto gli occhi di tutti, e ciò è avvenuto in perfetta armonia con lo sviluppo e la crescita della nostra città che, proprio in virtù dell’Ospedale, ha goduto di una floridezza che l’ha portata ad essere la più ricca fra tutte le altre dei dintorni. Tutto ciò sta a dimostrare, inequivocabilmente, che l’Ospedale cresce, si sviluppa e raggiunge livelli di eccellenza soltanto se a guidarlo ci sono persone che, oltre ad essere capaci, sono innamorate e orgogliose delle cose che fanno e orgogliose di ciò che esse rappresentano nell’Italia e nel mondo, non malati di partigianeria o egoiste ma di mente aperta e altruiste, perché riescono a dare alla collettività il meglio. Quest’ultima considerazione collegata al contenuto delle disposizioni dei fondatori della fondazione Francesco Miulli, anche per dare un reale contenuto a quelle che sono le prerogative della nostra Città sull’Ospedale e sul suo patrimonio, porta il nostro discorso sulla necessità che nel Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale ci sia un componente di natura elettiva che la rappresenti e che abbia effettivo potere decisionale sulle scelte e le strategie dell’Ente.
Tra le altre cose è nostra convinzione che debbano provvedere le Istituzioni, Sindaco pro tempore e Consiglio comunale, a tutelare gli interessi e le prerogative della nostra Città e lo debbano fare con tempestività e con la consapevolezza di difendere una causa giusta sapendo di avere tutta la Città dalla loro parte e pensiamo che la prima cosa da fare, con assoluta priorità, sia quella di convocare un Consiglio comunale monotematico che ribadisca e faccia proprie le istanze di tutti i Consigli comunali che si sono espressi sull’argomento, diffidi il Governatore dall’assumere altre iniziative concernenti la proprietà dei beni della fondazione Miulli, dia mandato al Sindaco pro tempore, in nome e per conto della Città, di citare in giudizio il Governatore per avere illegittimamente trasferito i beni della Fondazione Miulli nel patrimonio dell’Ente Ecclesiastico.
Noi siamo anche convinti che i nostri rappresentanti, sindaco in testa, potrebbero fare molto di più, per esempio, approvare una delibera che, richiamando le leggi vigenti dello stato italiano, acquisisca i locali del vecchio Miulli e quelli di Collone vecchio al patrimonio della Città e, quindi, indire una conferenza di servizi per l’utilizzo dei suddetti locali. Da ultimo, noi vogliamo dire alla comunità acquavivese che questo Comitato, nato per tutelare gli interessi della nostra Città, sia affiancando le sue iniziative a quelle istituzionali che fungendo da stimolo perché le istituzioni stesse non restino nell’inerzia, crede fermamente che tutta la cittadinanza debba unirsi e cominciare a pensare di agire in prima persona per far valere i propri diritti anche partecipando alle iniziative già programmate, come l’assemblea cittadina indetta per venerdì prossimo e alle altre che saranno rese note prossimamente, inoltre, tutta la documentazione storica comprovante le nostre affermazioni è consultabile presso la sede dell’Associazione Culturale l’Incontro o.n.l.u.s. in via Maselli Campagna 63 oltre che sul sito www.associazionelincontro.4000.it”.





Commenti
GUARDA UN PO’ CHI SI RIVEDE UNO DEI TANTI POLITICI CHE HANNO AVUTO PROGETTI PER ACQUAVIVA MA TUTTO QUESTO TEMPO DOV’ERANO LASCIA STARE D’ANTINI IL MIULLI ERA ED E’ DELLE COMUNITA’ CIOE’ DI TUTTI CHIESA COMPRESA IL SINDACO DICA ALMENO COSA DIAVOLO NE VUOLE FARE E POI NON E’ CAPACE DI AMMINISTRARE NIENTE VEDI EX MACELLO, SCAPPAGRANO, CARCERE, ECC. ECC. BASTA!!! E’ ORA DI CAMBIARE!!!!!
(7 di 7) Ciò significa, al di là delle verità vantate dai partigiani (come Fico_67 e Euroby), che una verità c’è ed è affermata da decenni … se la si vuole cambiare continuate a porre domande alla Nardini che a sua volta, non avendo risposte, continuerà a girarle ai ministri di turno e … trascorreranno altri decenni.
Nel frattempo stiamo dimenticando in che condizioni ci ha ridotto Pistilli… ma questo non chiedetelo alla Nardini 😉
CARISSIMO EUROBY VORREI PROPORRE, MA, DIMMI IL NOSTRO CARO SINDACO CI HA MAI DATO LA POSSIILITA’ DI FARLO???? E ANCORA HA MAI FATTO UN CONSIGLIO COMUNALE CON L’INTERVENTO DEI CITTADINI? (SAI LA LEGGE LO PREVEDE) COMUNQUE DI PROPOSTE CE NE SONO TANTE POTREMMO INCONTRARCI METTERE DA PARTE IL COLORE DI APPARTENENZA E FAR NASCERE ACQUAVIVA, CIAO.
A sub mar.er.”Il Capitolo di Acq.va,si ritiene portatore di diritti nell’amministrazione dell’osp.le Miulli,…Il Cap.lo ritiene la ecclesiasticità solo in rif.to al gov.no, amm.ne e gest.ne dell’Ente e non alla proprietà di esso che è patrimonio della Com.tà acquavivese”dal verb.n.1 del 20/06/1997 del Capitolo di
Acquaviva.Il Miulli è rit.to,a torto da chi comanda,ma non è mai stato,un Ente Eccle.co. Penso che la Nardini e tanti altri chiedono solo chiarezza e rispetto delle leggi.
Sub:
1)l’attestazione dell’ente ecclesiastico del 1987 è stata firmata da un dirigente del ministero (e non si capisce chi) e non dal ministro, E non è ne Decreto Legge e ne Disegno di Legge, Quindi è un falso! Il dirigente nell’attestazione non fa riferimento a tutta la documentazione (Testamento ancora in vigore) dell’Ente.
Sub:
2)Noi cittadini abbiamo mai visto il certificato di staticità del Vecchio Miulli? NO. Chi mi dice che è pericolante? Non può essere stata una manovra per usufruire dei finanziamenti per la costruzione del Monoblocco, per poi rivendere (svalutato) i vecchi plessi ad un privato vicino a Sinistra?
Habanero,hai ragione, il nostro sindaco non ha mai convocato nessun consiglio comunale aperto alla cittadinanza per discutere del problema… e dubito che lo faccia! Io non difendo il sindaco, però c’è da dire che è l’unico che negli ultimi 50 anni sta prendendo le misure sul Miulli (non dimentichiamoci che l’ospedale è un grosso bacino di voti che a tanti ha fatto comodo in passato).Io sono disponibile ad un incontro puoi contattarmi privatamente o presso l’Associazione L’incontro.
Sub:
3) Perchè non mi dai una risposta alla mia affermazione che non è certo campata in aria:
“qualche “grande partito” di acquaviva il formaggio Miulli se lo è già mangiato ed ora vuole il vino!!!! Perchè una parte della sinistra TACE su questa questione? Secondo Me gli è piaciuto il formaggio” che con la tua marmellata potrebbe legare.
Sub:
4) E’ palese che nei tuoi commenti non c’è nulla di costruttivo, purtroppo, ma soltanto punti di distruzione, gli stessi punti di distruzione che (purtroppo) ha la nostra sinistra ad Acquaviva. Proponete e non distruggete come al solito… L’unica vostra proposta è: Pistilli deve andare a casa – comunque. Si ma se lui va a casa quali sono le proposte di governo che offre la sinistra in alternativa?
Euroby… intanto non hai risposto nel merito dei miei commenti e l’hai come al solito buttata sulla partigianeria politica. Lo status dell’ospedale ci deriva da decisioni prese almeno 20 anni fa (mi sembra che anche tu lo riconosca! al di là del come e da chi). Pistilli è sindaco dal 2001… ha avuto 7 anni di privilegiate frequentazioni e vantaggi elettorali-clientelari con i parroci più spregiudicati del paese… perchè solo oggi monta questa campagna contro il vescovo?
quel grande partito che ha mangiato il “formaggio”, si è spappolato in tante frange autonome e in alcuni casi impazzite … informati presso gli attuali consulenti del sindaco, un tempo dirigenti dell’ospedale. Perchè negli anni ’80 non aprirono bocca? come mai fecero carriera nel miulli? e perchè oggi, con una pensione dorata maturata nel miulli, stanno rompendo l’anima al vescovo? hanno forse desiderio di far partecipare al pranzo figli e nipoti invitando anche Pistilli?
a prop. di volontà costruttiva, sono pronto a costruire con chi, per la sua storia personale, per le sue competenze e moralità, mi trasmette la necessaria fiducia! se mi consenti i personaggi dell’armata brancaleone montata dal sindaco (salvo alcuni ingenui e sprovveduti in buona fede) non sono delle anime pure e non permetterò loro di utilizzarmi per interessi personali. I partiti in questa storia contano poco, ma gli uomini sì e di questi non si può avere fiducia.
Sub. Io personalmente non faccio parte di nessuna armata brancaleone messa su dal sindaco, sono uno che da oltre 1 anno è sulla questione Miulli a prescindere delle posizioni del sindaco. In seguito Pistilli si è aggregato e ha cominciato una sua battaglia. Io non sto qui a difendere nessuno anche perchè politicamente sono lontanissimo dal sindaco.
Sub. Il grosso partito a cui facevo riferimento non è la vecchia DC “che il formaggio Miulli se lo è divorato”, ma parlo di quel grande partito “che oggi si è mangiato il formaggino” e lo continua a fare… vedi la proprietà della FIMCO, la proprietà della PELLEGRINI che fa da mangiare x l’ospedale, vedi la proprietà della lavanderia Napoletana che lava i panni all’ospedale, e quindi la proprietà dell’IPAKOE che gestisce tutti i servizi del Miulli…
(6 di 7) Dal 1973 il Miulli è classificato come Ospedale Regionale, dal 1987 è Ente Ecclesiastico, nella sua storia secolare ha mutato forma nel permanere della sostanza… e oggi, dopo decenni, la Nardini (e tanti altri “compagni” acquavivesi sconfitti in questa lotta decennale) chiede ai ministri competenti di sapere quali iniziative si intendano adottare al fine di precisare definitivamente la reale natura giuridica del Miulli.
(5 di 7) Restaurare Palazzo De Mari, trasformandolo in Castello-Museo sarebbe come costruire una cattedrale nel deserto, non servirebbe a nulla. Cosa dovrebbe esporre, quanti lo visiterebbero, e i costi di gestione chi se li assumerebbe? Forse un’amministrazione che non è in grado nemmeno di mantenere aperta e visitabile la mostra su Salentino?
E ANCORA, SBAGLIO O D’ANTINI ERA UNO CHE CON IL VESCOVO “ARRAZZAVA” E PISTILLI ??? SIAMO ALLE SOLITE IL TOPO NON ARRIVA AL FORMAGGIO E QUINDI MORDE O TENTA DI DISTRUGGERE ANCRA UNA VOLTA V E R G O G N A !!!!!!!!!
l ospedale miulli diventerà purtroppo un ospedale pubblico e qst lo dobbiamo solo ed esclusivamente all incompetenza di ki lo ha governato.tra comune e ospedale nn so ki dei 2 sta peggio!acquaviva ormai ha toccato il fondo,auguriamoci di risalire!
vedo troppi topi attorno al formaggio MIULLI
Più che formaggio Miulli, vista la zona, vedo un gran bel vigneto…e tante volpi!!!!
Ho letto attentamente l’articolo e mi pare che a ognuno sia dato il suo. Penso che con questo documento Dantini abbia voluto solo informare chi della vicenda Miulli non sa niente o quasi e parla solo per partito preso. In quanto al resto io penso che nessun acquvivese, sindaco compreso, voglia mettere le mani sul Miullli e trarne vantaggi personali. Leggete bene e meditate!
Habanero, non è il sindaco che deve dire cosa fare dei locali del miulli… ma siamo noi cittadinanza invitata a presentare progetti!!!!!
Credo che qualche “grande partito” di acquaviva il formaggio Miulli se lo sia già mangiato ed ora vuole il vino!!!! Perchè una parte della sinistra TACE su questa questione? Secondo Me gli è piaciuto il formaggio (lo dice uno che a sinistra è molto vicino)!
habanero sei più realista del re.
Sono daccordo con te Savonarola, sei stato l’unico che ha letto l’articolo con obiettività…
condivido pienamente quanto detto da savonarola. Purtroppo coro savonarola questi commenti hanno solo una matrice politica quello del partito preso e si vede le loro faziosità politiche. In questo paese ragionando solo per partito preso non si potrà andare lontano. Spero che i cittadini si rendano conto di questa situazione e chiudano la porta a questi personaggi altrimenti il Ns. Paese crescera soltando nell’odio.
(1 di 7) Ho l’impressione che gli inviti più o meno cortesi affinché si legga con attenzione il frutto di un lungo, approfondito e competente lavoro, nasconda l’intenzione di imporre un’idea di verità autoreferenziale, ritenendo o presumendo che, se esiste qualcosa di scritto, a prescindere dalla forma e dalla sostanza, e avendo io letto questo prodotto, ne deriva che sia assolutamente vero!!!
(2 di 7) Ho letto i documenti che apportate a sostegno delle vostre tesi, ma dalla lettura dei “documenti ufficiali”, e non dei “documenti interpretati”, ne deriva un’interpretazione differente dalla vostra nella parte sostanziale (la natura dell’Ente), mentre colgo una coincidenza di interpretazione per il corollario (i principi e le finalità).
(3 di 7) Ci sono errori grossolani, tanta confusione e una buona dose di utopia in quello che dite: mischiare la “presunta” Palatinità della cattedrale di Acquaviva, le donazioni della famiglia Molignani, il concilio di Trento, il lascito dell’Avv. Miulli, l’IPAB, la gestione dell’ospedale, l’utilizzo degli immobili dell’ex-Miulli e tutta la “marmellata” di questi ultimi mesi, suscita solo caos se non proprio una poltiglia nebulosa, incomprensibile e incoerente.
(4 di 7) Le Associazioni acquavivesi che a malapena sopravvivono a se stesse, soprattutto se non riconosciute “amiche” del sindaco, come potrebbero accollarsi “gli oneri di verifica della staticità, di adattamento all’uso proprio di ognuna e di manutenzione, che consentirebbero di conservare nel tempo il suddetto patrimonio a costo zero”.
Sub. Sono questi i lati torbidi (più importanti per me) della vicenda, che poi a questi e legata la vicenda dell’Ente Ecclesiastico (quando assume) ed Ente pubblico quando riceve finanziamenti… è un grande mix.
Personalmente non ho tessere di partito, la sinistra acquavivese dopo le ultime elezioni mi ha deluso tantissimo (non tanto per la sconfitta) quanto nei modi di fare e comportamentali…