Ciccio Farella, una vita per la sicurezza nelle campagne

Il Comandante delle Guardie campestri è scomparso qualche giorno fa
Riceviamo dall’attuale Presidente del Consorzio di Vigilanza Campestre, prof. Vitantonio Petrelli, una commemorazione dell’ex Comandante dei Vigili Campestri, Ciccio Farella, deceduto giovedì scorso.
“Il Comandante dei Vigili Campestri in pensione, Ciccio Carella, è stato Comandante per quasi ventisette anni. Era approdato nel corpo delle Guardie Campestri, nel 1967, in un momento di gravi tensioni, soprattutto tra agricoltori e pastori.
Era appena tornato da una esperienza di emigrante negli Stati Uniti. Era stato subito nominato Vice Comandante. Il suo piglio asciutto, deciso e coraggioso gli meritò subito l’appellativo di ‘sceriffo’ e gli attirò di conseguenza l’ostilità di individui malavitosi, tanto che dopo pochi mesi fu fatta scoppiare una bomba sotto la sua abitazione, mentre in campagna si susseguivano atti vandalici, come il taglio degli alberi e l’abbattimento di pergolati e di vigne.
Il clima era tale che a distanza di qualche anno due pastori furono perfino trovati uccisi in campagna, senza che se ne siano scoperte le cause. Ma Ciccio Farella, nominato poi subito Comandante delle Guardie Campestri, si dedicò ad un’opera di dissuasione dei piccoli e grandi furti e della criminalità e riportò nell’agro di Acquaviva un clima di ordine e di sicurezza. Ha comandato le Guardie Campestri fino al 18 gennaio 1995, quando è dovuto andare in pensione per raggiunti limiti di età, sostituito nella funzione dall’attuale Comandante, Giacomo Palmirotta.
Oggi il Corpo dei Vigili Campestri, dipendenti dal Consorzio di Vigilanza Campestre costituito da soci agricoltori, risulta ridotto a sole otto unità a causa del venir meno dell’attività agricola nel territorio. Comunque il clima nelle campagne risulta molto migliorato, forse per la minore incidenza dell’agricoltura nell’economia cittadina, ma anche grazie al serio servizio offerto dalle Guardie Campestri attuali, che oggi esplicano un servizio con una diversa professionalità e con mezzi tecnici aggiornati, come ad esempio le tre Panda campagnole per vigilare su tutto il territorio, mentre le vecchie Guardie del Comandante Farella dovevano usare ancora le biciclette.
Non si possono, perciò, dimenticare i tempi difficili del grande Comandante Ciccio Farella, lo ‘sceriffo’ che era disposto anche a rischiare la propria vita pur di assicurare l’osservanza della legge e di garantire a tutti i nostri agricoltori la sicurezza in campagna.E’ giusto che la Città non dimentichi i suoi meriti. Caro Comandante Ciccio Farella, addio”.





Nessun commento ancora. Scrivi il primo!