Pistilli: “Ai delusi rispondo: niente lamentele e rimbocchiamoci le maniche”

In un accorato appello il primo cittadino replica alle lettere pubblicate su questo sito ed invita tutti ad impegnarsi per la città
Un invito a rimboccarsi le maniche ed un elenco delle opere realizzate: è il succo della risposta di Pistilli alle tante lettere pubblicate nei giorni scorsi sul nostro sito, che denotano profonda delusione ma anche un grande amore dei nostri lettori nei confronti di questa città, che sfocia in una decisa voglia di riscatto. Di seguito l’intervento del Sindaco, Franco Pistilli.
“Le lettere pubblicate recentemente in AcquavivaLive.it, che esprimono malcontento, delusione e preoccupazione per il destino della nostra Città, manifestano il tormento di un amore non soddisfatto, di ciò che poteva essere e non è stato e non è ancora di essa.
Ma mi sembra di poter affermare che se questo diffuso malessere cittadino si trasformerà e da sentimento di sofferenza diventerà viva partecipazione ed efficace impegno, allora si potrà con certezza sperare in un futuro migliore e soddisfacente per la nostra Città.
Perché qui è il nocciolo del problema: come uscire dalle lamentazioni ed approdare ad un impegno civile, forte e determinato. Le lamentazioni, infatti, non cambiano la storia, ma intristiscono la vita, quella propria e quella della Città, inaridiscono ogni slancio ed ogni energia, e non cambiano in nulla la realtà. Esse, se pure degne di considerazione, si pongono comunque ai margini della storia, che insensibile non muta il proprio percorso.
Occorre approdare, invece e finalmente, ad un atteggiamento più attivo e maturo, che si ponga positivamente e dinamicamente verso la realtà, con una forte determinazione della volontà di non permettere che il flusso spontaneo degli eventi schiacci il nostro destino, privato e collettivo, senza che noi ci siamo provati a modificarlo.
Le energie, dunque, andrebbero indirizzate non al pianto greco, ma più utilmente alla partecipazione ed al coinvolgimento attivo ed operoso. E, comunque, anche la lamentazione potrebbe costituire la presa d’atto di un’insoddisfazione e quindi l’inizio di un cambiamento, ma non deve esaurirsi in se stessa, deve, invece, produrre la reazione e quindi la decisione di investire le proprie energie per determinare un cambiamento della realtà, che, almeno in parte, corrisponda alle nostre legittime attese, ai desideri, agli ideali.
Come Sindaco di questa Città mi sento chiamato in causa per tutto ciò che si percepisce di negativo e frustrante, e, tuttavia, non posso abbandonarmi a illusori deliri di onnipotenza: ho la consapevolezza dei limiti della nostra realtà e dei miei poteri, spesso aggravati da disposizioni e restrizioni governative, che ci impediscono, ad esempio, di investire oltre tre milioni di euro di avanzo di amministrazione per effettuare progetti ed interventi di miglioramento urbanistico e sociale.
Ma, nonostante questi ed altri vincoli, che inceppano l’operatività amministrativa, voglio, per elementare dovere di informazione, indicare come e quanto abbia e stia operando questa Amministrazione, alfine di alleggerire, se possibile, la percezione di abbandono a se stessa della nostra Città.
Sono consapevole che gli interventi sulla realtà fisica non risolvono tutte le esigenze di una Comunità, che vive anche e soprattutto di vicende culturali, sociali e perfino spirituali. Anche per questo non è consentito ad un Sindaco nutrire velleità di onnipotenza: la Città la costruiscono e la modellano i Cittadini tutti insieme, a diversi livelli, anche oltre quello amministrativo, e non può essere opera di una sola persona o di un solo gruppo: richiede, invece, una coralità sinfonica, fatta di più voci, e tutte cospiranti verso il comune bene, al di là dei privati interessi, economici, politici, se pur legittimi.
Sarà mia cura compilare una scheda precisa e completa degli interventi di questa Amministrazione nei cinque anni del precedente mandato ed in questo sesto anno.
Ma sommariamente vorrei comunque accennare solo ad alcuni notevoli interventi, come quelli di ristrutturazione e recupero degli edifici pubblici, come il Teatro Comunale, oramai sulla via del completamento, la scuola Materna di via Trento, quella di piazza Garibaldi, il CPR di via Casamassima, la scuola elementare ‘De Amicis’, la scuola Media Lucarelli, i lavori imminenti sull’ala nord di Palazzo De Mari sede del Comune; alle opere di sistemazione idrico-fognaria (acquedotto, fogna bianca e nera) che hanno interessato Collone, la Zona Industriale, il centro antico, il recapito finale del depuratore in località S.Pietro; alla sistemazione viaria, con oltre 30 chilometri di strade urbane radicalmente ristrutturate e ribidumate; alla piantumazione integrale del verde urbano, con oltre duemila giovani alberi messi a dimora; al verde attrezzato, con la dotazione nelle aiuole del verde pubblico e di quello scolastico di attrezzi e strumenti ginnici e ludici e con il tracciato del percorso cicloturistico; all’allargamento del Cimitero; alla sistemazione, dotata anche di illuminazione notturna, del Campo Sportivo ; ad altri diversi interventi, e soprattutto all’approvazione definitiva del nuovo Piano Regolatore Generale, in gestazione da oltre venticinque anni.
Non mi illudo che tutto questo renda la Città felice e la nostra Comunità prospera e soddisfatta.
La percezione che abbiamo di noi stessi è cosa sfuggente ed imponderabile e l’insoddisfazione cronica può essere una terribile patologia dello spirito, individuale e collettivo. Per liberarsene e superarla occorre una forte determinazione della volontà, che voglia appropriarsi, in modo fattivo e concreto, della propria vita e del proprio destino, senza piangersi addosso.
A questo impegno mi sento di fare appello e chiamare tutti i Cittadini: tutte le energie sono utili e necessarie e tutti insieme possiamo rendere Acquaviva non illusoriamente un Paradiso, ma almeno un posto dove per uomini, come siamo, limitati e mortali, ma non rassegnati, è bello vivere, operare relazionandosi agli altri e trascorrere sereni, con familiari ed amici, i propri anni.





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