Partito Democratico, un passo alla volta

Ieri sera un altro tassello per la costruzione del PD acquavivese. Ma la società civile continua a latitare
Il ruolo della società civile, l’apertura alle altre forze politiche, i giovani e le donne. Ma anche adesioni entusiastiche e qualche scetticismo.
Sono sostanzialmente soddisfatti gli organizzatori dell’assemblea pubblica sul Partito Democratico, tenutasi ieri sera ad Acquaviva. L’iniziativa, voluta dall’Ulivo, è stata presentata da Enzo Lenoci e dai segretari cittadini della Margherita, Francesco Trotti, e dei Ds, Giovanni Nettis. Presenti molti politici ma pochi esponenti della tanto corteggiata società civile.
Il “partito degli scettici”, ai quali si sarebbe iscritto anche il senatore Ferdinando Pappalardo, ieri assente, ha fatto altri proseliti, seppur con diverse sfumature. “Aderisco al Partito Democratico ma senza salti di gioia – ha detto nel corso del suo intervento Mimmo Maurizio, ex consigliere comunale – perché temo che si vada a ricostituire lo stesso calderone presente oggi nella Margherita”.
Diffidente anche Vito Surico, per il quale “Acquaviva sta morendo, ed i giovani vanno via: cosa farà il PD per evitare tutto ciò?”. Appassionato l’intervento di Michele Virgilio, esponente diessino, che ha chiesto maggiore pragmatismo: “Parliamo di fatti. Cerchiamo di reclutare quante più persone possibile. I cittadini devono riappropriarsi del proprio potere”.
Luca Dinapoli, invece, ha sottolineato le profonde radici dei partiti che costituiranno il PD, ricordando gli scontri, anche aspri, di carattere ideologico tra gli esponenti delle due forze politiche. “E’ necessario puntare sui giovani – ha aggiunto il consigliere della Quercia e segretario cittadino della Cgil – e allargare ai sedicenni il voto delle primarie dimostra quanto crediamo in loro. Bisogna capirli, coinvolgerli, avvicinarli alla politica”.
Vito Del Monte, leader dell’opposizione in Consiglio, ha ribadito le sue “condizioni” per aderire, già espresse nel corso di un’intervista ad AcquavivaLive.it. Condizioni peraltro sottoscritte da Nico Tria: per l’ex Consigliere comunale della Margherita “il PD avrà successo se avrà partecipazione reale, stimolo e slancio”.
Di un “contenitore in cui si possa esercitare il pluralismo dinamico” ha parlato Vitantonio Petrelli, sindaco per pochi mesi nel 1993 ed ex-Consigliere provinciale dei Verdi. “Guai – ha ammonito – ad adottare il ‘pluralismo irrigidito’, come avviene oggi nei partitini. E’ necessario un pluralismo aperto al confronto. E mi auguro che il PD apra a sinistra”. Di confronto ha parlato anche Austacio Busto, in passato assessore, consigliere comunale e segretario della Quercia cittadina: “Bisogna svecchiare la politica nei metodi, nei modi, nelle parole. Non più scontri ma confronti!”.
Gli interventi sono stati chiusi da due donne, Imma Morano ed Emy Sportelli. Quest’ultima ha sottolineato la necessità, per il PD, di distinguersi: “Sarà un partito vero – ha detto l’esponente dei Ds – con organi, segreteria, regole forti. Il PD, non dimentichiamolo, proviene dalla tradizione di due grandi partiti come la Dc ed il Pci”. Chiusura alla “Kennedy” per Imma Morano. Il Consigliere della Margherita ha infatti annunciato la propria adesione al PD, interrogandosi su “cosa posso dare e fare, su quale possa essere il mio contributo, il mio apporto”. E ha esaltato il ruolo della partecipazione: “Con il PD contano tutti i cittadini, anche la società civile”.
Infine una curiosità, ricordata da Petrelli nel corso del suo intervento. Nel 1976 la Segreteria provinciale della Dc, guidata da Sorice, si affrettò a “scomunicare” i democristiani acquavivesi, rei di aver dato vita ad una maggioranza insieme ai comunisti del Pci, non presenti in Giunta. E poi dicono che Acquaviva non guarda al futuro…..





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