Crisi politica ad Acquaviva: situazione interlocutoria

Vanni Petrelli

Infruttuosa una riunione di maggioranza per l’assenza del Consigliere Tommaso Montenegro dell’Udc.

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Giornata, quella di ieri, delle prime mosse per uscire dalla crisi amministrativa e politica di Acquaviva.

Una riunione urgente di maggioranza, convocata per mezzogiorno, non ha sortito effetti determinanti, anche per l’assenza del Consigliere Tommaso Montenegro (Udc), che ha dato in un certo modo l’avvio al terremoto politico improvviso ad Acquaviva.

Tutto il quadro della Maggioranza di centrodestra è in movimento. Il Sindaco intende spingere i partiti della sua coalizione a fare chiarezza in se stessi e proporre delle determinazioni che siano accettate da tutti e stabili. Il Sindaco Pistilli pone l’accento sullo spirito della coalizione, che ha permesso la vittoria al secondo turno elettorale ed ora deve permettere il superamento degli individualismi dei singoli Consiglieri o di Gruppi e Partiti.

«Una volta definiti gli accordi – ha dichiarato Pistilli – deve esserci da parte di tutti la rigorosa osservanza degli stessi, come condizione per sostenere un’azione amministrativa stabile, solida ed efficiente. Quello che si deve evitare è il logoramento delle richieste singole conseguenti allo sbriciolamento dei gruppi politici: se ogni Consigliere pensa di fare gruppo a sé per pretendere proprie richieste irrinunciabili non è più possibile amministrare: in questo caso le dimissioni sono inevitabili per tornare al responso popolare nella prossima primavera».

Lo spirito della coalizione, come chiede il Sindaco, prevarrà sugli individualismi e sulle conseguenti pretese irrinunciabili? Il Sindaco afferma di non essere disposto a lasciarsi logorare dal gioco incrociato delle richieste ‘impazzite’: o v’è un accordo condiviso o meglio tornare dagli elettori, già nella prossima primavera.

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