Interventi per la dislessia, solo buoni propositi

Flora Caporusso

Tante le proposte per intervenire, ma ad oggi è stato fatto ben poco per gli studenti affetti da disturbi dell’apprendimento

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Le scuole sono chiuse da poco ma già si pensa al prossimo anno scolastico. A distanza di due mesi dal convegno sui disturbi dell’apprendimento (dislessia, discalculia) tenutosi nell’Oratorio della chiesa Sacro Cuore di Acquaviva, ci chiediamo cosa è stato fatto in merito, quali sono i programmi e le strategie attuate per affrontare il problema in vista del nuovo anno scolastico.

Dalle dichiarazioni del professor Pietroforte, Preside della scuola media Giovanni XXIII, è emerso che molte sono state le strategie proposte in sede del convegno in questione.

Strategie come l’utilizzo di strumenti compensativi quali l’uso di tabelle dei mesi, tabelle dell’alfabeto e dei vari caratteri, calcolatrice, registratore, mappe concettuali di ogni tipo, computers con programmi di videoscrittura con correttore ortografico e/o sintesi vocale, commisurati al singolo caso, sono solo alcuni dei tanti strumenti utilizzabili per aiutare questi bambini a ridurre il problema.

Una corretta diagnosi, inoltre, attuata da specialisti attraverso dei test aiuterebbe a individuare precocemente il caso permettendo di intervenire in tempi brevi in modo da ridurre le conseguenze che questo disturbo crea.

Ma tutto questo, fino ad ora, è rimasto solo sulla carta. Nulla è stato fatto. Nessun tipo di intervento è in programma. “Ci vorrebbero sussidi organizzativi o strumentali, un personale docente preparato a riconoscere e gestire nella maniera adeguata tale disturbo”, sostiene il preside Pietrofore.

Attualmente l’unico intervento attuato nel comune di Acquaviva è avvenuto con l’iniziativa di Don Tommaso, parroco del Sacro Cuore che, in collaborazione con il dott. Donato Lauria, psicologo ASL, ha istituito, per alcuni mesi, dei laboratori per dislessici.

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